Il Tirreno

Versilia

Viareggio in lutto, la sinistra piange Vittorio il “rosso”: «Compagno vero»

Roy Lepore
Vittorio Teresio Vedele storico militante della sinistra viareggina
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Vittorio Teresio Vedele storico militante della sinistra viareggina

Vedele è stato militante storico del Pci e di Rifondazione: «Non si è mai spostato di un millimetro dalla rotta giusta»

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VIAREGGIO. Se ne è andato all’età di 90 anni Vittorio Teresio Vedele, militante prima nel Partito comunista e poi in Rifondazione comunista. Vedele era originario di Genova e con legami familiari anche in Piemonte. Si era trasferito da tempo a Viareggio, dove è nato uno dei due figli Alessandro, che lascia unitamente all’altra figlia Benedetta. La moglie Elvira era deceduta prematuramente. Vedele è deceduto all’ospedale Versilia, dove era stato ricoverato nei giorni scorsi dopo una caduta.

Ha lavorato come portiere di notte in hotel, ed aveva la passione per la fotografia, oltre essere un amante della bicicletta, in città quando lo incontravi era quasi sempre con il mezzo a due ruote. Uomo schivo, lavorava nell’ombra senza mai apparire, ma era un “compagno” con la C maiuscola, come lo ricordano i militanti che con lui hanno condiviso tantissime esperienze. Punto di riferimento anche per i giovani ai quali ha saputo trasmettere ideali davvero importanti, di cui andava sempre fiero. La salma da ieri si trova presso la sala del commiato alla Croce verde in via Garibaldi, dove già in tanti sono andati a salutarlo. Domani alle 9,30 breve commemorazione, poi partirà per la cremazione. Nella bara lo accompagnano la camicia e la bandiera rossa, nella sala del commiato, sono presenti i labari, sia di Rifondazione comunista, che dell’Anpi, che lo ricorda con un messaggio di Filippo Antonini, presidente provinciale. «Profondamente antifascista e comunista, per tutta la vita è rimasto fedele agli ideali della Resistenza e ai valori del lavoro». Il presidente provinciale dell’Arci, Jan Vecoli lo ritiene «una memoria storica, un compagno di quelli che non si sono mai spostati di un millimetro dalla rotta giusta. L’ho conosciuto che ero poco più di un bimbetto, quando ho cominciato a frequentare le sedi di Rifondazione. Un uomo simpatico e dal cuore grande oltre che di fermissima convinzione politica, inconfondibile la sua camicia rossa e nei giorni importanti la cravatta rossa, con sempre un sorriso, uno scherzo e una parola buona. Perdiamo un punto di riferimento».

Rifondazione comunista si aggiunge ai tanti ricordi. «Apprendiamo con dolore questa triste notizia. Con una delegazione di giovani compagni, eravamo stati a trovarlo il 25 aprile per festeggiare assieme la Liberazione che ci ha insegnato ad amare, giovane nell’animo come era». Amalia Caprili, vedova del compianto senatore Milziade Caprili è stata con Vittorio nel direttivo del Pci e di Rifondazione, «io come responsabile del tesseramento o tesoriera e te, con la tua bici a consegnare le tessere, giornali, chiedere contributi, mettere coccarde o vendere biglietti delle lotterie nelle feste. Avvertivi se qualche compagno era in difficoltà, o era malato e arrivavi a fargli visita». Questo il ricordo dell’ex assessore regionale Marco Montemagni: «Ha sempre avuto un forte legame con le giovani generazioni per il suo carattere aperto, sincero, solidale, per la sua ricerca del dialogo, per la sua disponibilità».

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