Il Tirreno

Versilia

Camaiore, l'assessora all'edicolante da nove anni senza casa: «Aiutarlo è possibile, ecco come fare»

Gabriele Buffoni
Anna Graziani assessora al sociale del comune di Camaiore. Stefano Petrucci davanti alla roulotte che gli è stata donata da un cliente
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Anna Graziani assessora al sociale del comune di Camaiore. Stefano Petrucci davanti alla roulotte che gli è stata donata da un cliente

Stefano Petrucci è costretto a vivere nel chiosco: «Serve la sua disponibilità per inserirlo nei percorsi istituzionali»

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LIDO DI CAMAIORE. Pronti a fare quanto necessario «per aiutare i cittadini ad uscire da una situazione disagiate». Ma da piazza San Bernardino si ribadisce anche che «serve la volontà, da parte di chi chiede aiuto, non solo di adattarsi alle proposte che si cercano di trovare in suo soccorso ma anche di inserirsi in un sistema istituzionale che permetta al Comune di prestare tutto il supporto possibile».

A parlare è l’assessora al sociale di Camaiore Anna Graziani che, in seguito a quanto raccontato al Tirreno da Stefano Petrucci (l’edicolante 59enne di Lido che dal 2013 vive nel proprio chiosco di giornali) ha voluto puntualizzare la posizione dell’amministrazione. Anche perché «siamo a conoscenza da tempo della situazione del signor Petrucci – chiarisce l’assessora – ma purtroppo ad ogni contatto informale avuto anche personalmente con lui non ha mai fatto seguito da parte sua un’istanza all’ufficio casa del Comune. Senza la quale come istituzione abbiamo le mani legate».

Qualche anno fa infatti proprio Graziani e il presidente del consiglio comunale Andrea Favilla avevano fatto in modo che fosse concessa a Petrucci la residenza abitativa all’indirizzo della sua edicola, alle spalle della Croce Verde di Lido. «In questo modo – racconta Graziani – avremmo potuto avviare il percorso istituzionale corretto. Io stessa mi sono presentata più volte da lui per capirne le esigenze, e così pure ha fatto l’assistente sociale. Gli abbiamo spiegato che il primo passo è presentare istanza formale ma da allora non è mai stato avviato alcun procedimento». Eppure compiere questo atto formale «è essenziale anche per inserirlo nel circuito assistenziale del villaggio allestito dalla Misericordia, che ha regole di ingresso molto rigide e costituisce una fase transitoria per permettere a persone che vivono un disagio di sistemarsi per cercare poi una soluzione abitativa differente. Anche in questo caso però – commenta Graziani – quando informalmente gli abbiamo proposto questa soluzione ci è stato risposto che non avrebbe accettato soluzione in coabitazione».

Una storia confermata anche dallo stesso edicolante ma «solo perché – racconta Petrucci – in passato ho subito numerosi furti. Di sera ho con me l’incasso dell’edicola che non posso permettermi di perdere e non mi sento sicuro a vivere con un estraneo». Di soluzioni all’orizzonte però ce ne sono. «Il Comune di Camaiore ha anche un fondo apposito per coprire fino a due mensilità per l’inserimento in abitazione per chi ne fa richiesta – spiega Graziani – per cui, se c’è la disponibilità a farsi aiutare, qualcosa è possibile fare. Ma serve avviare un percorso da cui, come ente pubblico, non possiamo prescindere».

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