Gioco
Viareggio, Miracolo e il sogno dell’Autorità portuale: «Vi racconto il mio passo indietro»
L’avvocato ricostruisce il tira e molla tra Giani e Del Ghingaro e la sua scelta di retrocedere di fronte al nome di Tarzia
VIAREGGIO. Per mesi il suo nome ha animato il tiro alla fune – per la nomina del segretario generale dell’Autorità portuale regionale – che ha contrapposto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. Oggi esce allo scoperto l’avvocato Fabrizio Miracolo, l’uomo che Del Ghingaro avrebbe voluto alla guida dell’ente della portualità se Giani non avesse detto no. Racconta – dal suo punto di vista – la manfrina (a detta di molti) di questi mesi, terminata con la nomina all’Authority dell’architetto Alessandro Rosselli – già funzionario responsabile dell’Unità operativa sui porti della Regione – avvenuta con un decreto del 22 aprile del presidente della giunta regionale. Miracolo lancia anche un appello a Giani che parte dalla proposta – giunta poco prima della nomina di Rosselli – che Del Ghingaro ha fatto al presidente toscano: non vuoi Miracolo? Ti suggerisco l’ammiraglio Giuseppe Tarzia; tale ipotesi, secondo Giani, sarebbe arrivata pressoché oltre la “zona Cesarini”.
Quando è stata la prima volta in cui il sindaco le disse che era intenzionato a fare il suo nome per la guida dell’Autorità portuale?
«Era luglio 2021 e Del Ghingaro chiese la mia disponibilità ad accettare quell’incarico qualora fosse stata raggiunta un’intesa con la Regione (la norma prevede che la nomina debba avvenire d’intesa, ndr).
Come si è sviluppata questa idea?
«Il sindaco iniziò a fare un giro di consultazioni con la sua maggioranza, come è sua abitudine in caso di nomine».
Venne coinvolto anche il Pd che ancora faceva parte della maggioranza. ..
«Sì, quando “toccò” al Pd incontrammo l’allora commissario del partito Marco Simiani».
E cosa disse Simiani?
«Io ero stato chiamato nell’ufficio del sindaco perché Simiani sosteneva che dall’Avvocatura regionale era emerso un problema di inconferibilità dell’incarico. Ecco perché scrissi al sindaco quella lettera per la Regione in cui spiegavo che non c’erano motivi ostativi né sussistevano ipotesi di inconferibilità e/o incompatibilità».
E il sindaco in quell’occasione cosa disse?
«All’incontro con Simiani il sindaco precisò: “Visto che deve esserci un’intesa, vorrei una nomina decisa da Viareggio o, quanto meno, anche da Viareggio, non accetto imposizioni».
E poi cosa successe?
«Non ho più sentito Simiani, alla mia lettera la Regione non rispose e fu detto che nella commissione regionale infrastrutture c’era opposizione sul mio nome. Il che è possibile, visto che nessuno di noi può piacere a tutti. Voglio però ricordare che il sindaco precisò a Simiani che la nomina doveva essere fatta anche da Viareggio».
Questa però è acqua passata, ormai...
«Io però oggi voglio invitare il presidente Giani a fare una riflessione, a compiere un passo indietro, e glielo chiedo con tutto il rispetto che ho del suo ruolo. Parlo non come Fabrizio Miracolo ma come Viareggio Democratica che, con l’uscita del Pd, rappresenta in città la seconda forza di maggioranza. Per il bene di questa città ma anche nell’interesse della portualità di tutta la costa toscana (l’Autorità portuale regionale ha competenze anche sul porto di Porto Santo Stefano di Monte Argentario, Isola del Giglio e Marina di Campo dell’Elba, ndr) a Giani dico: “Pensiamoci bene prima di dire di no a una figura come quella dell’ammiraglio Tarzia. Se sul nome di Miracolo si possono accampare scuse del tipo “serve piuttosto un tecnico”, dire che Tarzia non è la persona giusta equivale a incaponirsi su posizioni inutili: è come sostenere che una bicicletta può andare senza ruote».
Quindi se all’avvocato Miracolo avessero preferito l’ammiraglio Tarzia, lei non avrebbe avuto nulla da dire...
«Guardi, ancora una volta per il bene della città, il sindaco mi aveva chiesto se ero disponibile a fare un passo indietro».
E quando le ha fatto questa richiesta?
«Mi ha chiamato dopo la metà di aprile e mi ha detto: “Senti, Fabrizio, per non fare muro contro muro con la Regione, volevo condividere con te la proposta di fare il nome dell’ammiraglio Tarzia prima di chiedergli la sua disponibilità”. E io gli ho detto: “Certo, va avanti”. Perché io so misurarmi».
Ma non è servito...
«Se avessero voluto, avrebbero potuto procedere alla nomina di Tarzia anche in due giorni. Se è vero che da parte della Regione c’è grande interesse per la portualità toscana, allora devono fare un passo indietro. Riflettano Giani, l’assessore Stefano Baccelli, il Pd: dire a no a Tarzia equivale a fare una brutta figura. In pochi nel panorama europeo hanno un curriculum come l’ammiraglio».
E lei che cosa fa?
«Ah, io di fronte a Tarzia sto volentieri a casa: vedremo se potrò profondere la mia esperienza in altri settori della Pubblica Amministrazione. Sono a disposizione di Viareggio, il che significa “del sindaco”».
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