Gioco
Rianimato dopo l’infarto a Forte dei Marmi, la moglie telefona ai soccorritori: «Grazie, lo avete salvato»
Il cinquantunenne è ancora ricoverato in osservazione all’Opa di Massa: «Sta meglio, è stabile. Appena uscirà dall’ospedale vi abbracceremo»
FORTE DEI MARMI. È cosciente, non ha subito danni cerebrali e sta reagendo bene alle terapie il 51enne di Massa, ricoverato da giovedì scorso all’Opa, dopo che era stato salvato, in via Padre Ignazio a Vittoria Apuana, dal provvidenziale massaggio cardiaco di un bagnino, Andrea Pampaloni. «Grazie per avere salvato la vita di mio marito. Quando sarà possibile, verremo a salutarla di persona. E ad abbracciarla», le parole della moglie dette durante una telefonata.
«Mi ha chiamato per ringraziarmi. È stato bello. Ma ancora più bello è sapere che questa persona sia viva», dice Pampaloni che sempre nella giornata di ieri, una volta uscita la notizia sul giornale, è stato subissato di chiamate e messaggi. «In realtà ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque altro trovandosi in un simile contesto. Anzi, tutto questo clamore, ad essere sincero, un po’ mi imbarazza. Una cosa, però, vorrei dirla: forse ancora una volta di più, vista la dinamica dell’episodio, si è compreso quanto sia importante conoscere le procedure di primo soccorso in caso di emergenze», aggiunge Il bagnino giovedì, mentre era alla guida della sua auto, ha visto l’uomo, sorretto dal figlio, lentamente accasciarsi sulla ciclopista di zona.
«Ho capito subito – il suo racconto – che si trattava di un problema cardiaco: non sentivo il battito, sembrava non respirare. Sono un bagnino – al Felice 2 – e ho fatto il corso per questo genere di emergenze. Per prima cosa ho chiamato il 118 e al tempo stesso, guidato da un’operatrice al telefono veramente straordinaria, ho cominciato a fargli il massaggio cardiaco. Di tanto in tanto sembrava come riprendersi: attimi e tutto tornava a precipitare. Sono stati istanti concitati: poi sono arrivati i vigili che mi hanno dato il defibrillatore: ho così attaccato Il Dae con il dispositivo che mi ha detto di dare la scarica – aggiunge Pampaloni – e così ho fatto. Poi ho ripreso il massaggio fino all’arrivo dell’ambulanza. Alla fine lo hanno preso in carico i medici: in tutta sincerità non avevo più forze. Ero svuotato. Ho trascorso le ore successive cercando di saperne di più sullo stato di salute di questi signore. Quando mi è stato detto che era vivo ho provato un’emozione fortissima. Spero di poterlo incontrare appena sarà in condizioni, così come mi ha detto la moglie».
Un fatto è certo: il destino, sempre giovedì scorso, è stato particolarmente benevolo con il 51enne che ha sempre avuto al suo fianco il figlio di 15 anni durante i drammatici momenti della rianimazione. Questo perché alla presenza, tanto provvidenziale quanto casuale di Pampaloni, va aggiunta quella del cardiologo Simone Sorbo, di passaggio anche lui in via Padre Ignazio, che ha a sua volta supportato il personale del 118 intervenuto sul posto.
Un concatenarsi di eventi che hanno riportato in vita l’uomo che, stando a quanto raccontato da alcuni testimoni, si era in precedenza particolarmente agitato per la manovra di un’automobilista mentre era alla guida della propria moto. Dettagli in scia a quello che era e resta un autentico miracolo reso però possibile, dalla conoscenza delle procedure di primo soccorso.
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