Gioco
Lido di Camaiore, il trasloco del depuratore si è perso in un bicchier d’acqua
Arenata la trattativa Comune-Gaia e nell’ultimo consiglio non se ne parla. L’assessore: «Uno studio di fattibilità per spostarlo, prima l’intesa sui lavori»
LIDO DI CAMAIORE. Il depuratore del Magazzeno, a Lido di Camaiore, ancora nell’occhio del ciclone. Dopo quasi sei mesi dai risultati dell’analisi tecnica sull’impianto - con i quali i tecnici comunali hanno evidenziato come i lavori migliorativi pianificati da Gaia non ne risolvessero le problematiche - manca infatti ancora l’accordo definitivo sulle modifiche al progetto. Ecco perché giovedì nell’ultimo consiglio comunale di questo mandato amministrativo (salvo motivi d’urgenza non potrà più essere convocato fino alle elezioni amministrative, fissate al 12 giugno) nessun punto all’ordine del giorno ha portato sul tavolo l’annosa questione del depuratore lidese. Come invece si sarebbero auspicati i residenti della frazione, specialmente dopo l’incontro avvenuto all’inizio di marzo tra i rappresentanti del comitato cittadino e gli amministratori dal quale era emersa la volontà del Comune di vincolare i futuri lavori di Gaia sull’impianto all’avvio di uno studio di fattibilità da parte del gestore idrico per lo spostamento del depuratore in un’area più consona.«Ci aspettavamo almeno qualcosa di tangibile, una presa di posizione ufficiale dell’intero consiglio comunale - commenta Gian Nicola Dini, referente del Comitato di Lido di Camaiore: - dopo il nostro ultimo incontro le intenzioni del Comune ci erano sembrate chiare, ma chiedevamo una presa di posizione che mettesse tra le proprietà dell’ente la difesa di questa zona e la sua rivalutazione in chiave naturalistica. Così invece hanno perso un’occasione, rimandando tutto a dopo le elezioni». Da piazza San Bernardino però la posizione dell’amministrazione non cambia. «Abbiamo dichiarato che condizioneremo le modifiche del progetto all’avvio di uno studio di fattibilità per il dislocamento del depuratore e così sarà - dichiara l’assessore alle partecipate Simone Leo, - questo è il primo passaggio da fare e al momento anche l’unica cosa seria che si può dire relativamente alla questione del Magazzeno. Parlare di sicuro spostamento dell’impianto in tempi brevi, di altre strade da percorrere per forzare la mano a Gaia, sono tutte teorie senza fondamento. Peraltro avremmo voluto portare la questione all’attenzione dell’ultimo consiglio comunale - spiega - ma non è stato possibile perché ancora siamo bloccati al passaggio precedente». Ovvero, l’accordo sulle modifiche da applicare agli interventi migliorativi che intanto dovranno essere fatti all’impianto. «La questione - spiega Leo - è unicamente legata al piano per l’abbattimento degli odori generati dal depuratore. Per Gaia sarebbe sufficiente intervenire con un sistema di carboni attivi in grado di annullare le maleodoranze ma, per quanto effettivamente possa funzionare, questo metodo non ci convince. Servirebbe una costante manutenzione - commenta - mentre il piano di coperture avanzato dai nostri tecnici, per quanto più costoso, darebbe garanzie di stabilità nel tempo. Finché Gaia non accetterà questa modifica vivremo in uno stallo, perché solo una volta raggiunto un accordo sulle modifiche da attuare saremo pronti per vincolare il nuovo progetto allo studio di fattibilità per il futuro spostamento del depuratore. E saremo pronti - conclude l’assessore - anche prima delle elezioni, basterebbe una delibera di giunta. Mentre se con Gaia non sarà trovato un accordo, ritengo giusto che debba occuparsene chi poi avrà cinque anni davanti a sé per progettare la futura amministrazione del Comune».Gabriele Buffoni© RIPRODUZIONE RISERVATA
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