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L’umanità e le intemperie, l’arte di Carlo Carli in mostra a Venezia tra Sant’Anna e l’Ucraina
L’ex parlamentare ha inaugurato la sua personale all’Archivio di Stato. Diciannove opere esposte: «Chi guarda capisca il dolore del mondo»
VENEZIA. Una mostra per dire no alla guerra e per porre l’attenzione su quelle che sono le grandi e difficile sfide che si trova ad affrontare il nostro pianeta. Con questi temi di assoluta attualità, l’ex parlamentare Carlo Carli ha inaugurato la sua personale, in uno scenario prestigioso: l’Archivio di Stato di Venezia. La mostra dal titolo “L’umanità attraversa le intemperie”, sarà visitabile fino al 4 maggio dalle 10 alle 17, 30. Grande soddisfazione per l’artista versiliese non solo per il prestigio della location, ma anche perché l’esposizione andrà in contemporanea con la Biennale d’Arte 2022, in questi giorni in programma nella città lagunare.
«Esporre le mie opere a Venezia – confessa – in questo luogo davvero suggestivo e nel periodo della Biennale è la realizzazione di un sogno. Sono davvero molto felice ed emozionato. Venezia è sempre meravigliosa e durante la Biennale si riempie ancora di più di arte e di artisti, in questi primi giorni anche la mia mostra è visitata da tantissime persone e credo per un’artista sia davvero la soddisfazione più grande. Voglio ringraziare chi mi ha permesso di essere qui: Stefania Piersanti, direttrice dell’Archivio di Stato di Venezia e Anna Maria Buzzi direttore generale Archivi del Ministero della Cultura, oltre ai miei collaboratori fra cui Claudia Baldi, curatrice della mostra».
Con questa esposizione Carli ribadisce l’impegno sociale e, nelle sue opere non si limita a descrivere le brutture del mondo, ma la sua intenzione è quella di stimolare nei visitatori una riflessione sui cambiamenti che stiamo vivendo e che provocano incertezza, paura, fragilità, precarietà.
Diciannove le opere esposte, tutte di grande impatto visivo. Il momento storico che stiamo vivendo è fonte di ispirazione dell’artista toscano (primo firmatario della legge istitutiva del Parco Nazionale della Pace di San’t Anna ndr) che porta a Venezia anche il suo ultimo lavoro: un trittico dedicato alla guerra in Ucraina. “Le tragiche vicende che si stanno colpendo l’Ucraina – sottolinea l’artista – ci mostrano una violenza che non ha compreso il senso della memoria storica». Un’opera molto forte, un manifesto contro la guerra, un grido di disperazione che non può rimanere inascoltato e che deve scuotere le coscienze: nella tela “Mariupol” Carli riprende l’immagine della donna incinta e ferita salvata dalle macerie nella città distrutta, alla quale affianca la scena sacra della “Flagellazione di Cristo” di Caravaggio, in “Ucraina: innocenza colpita” il parallelismo avviene tra le immagini di padri che scappano con i figli tra le braccia e la citazione dall’opera “La strage degli innocenti” di Guido Reni, mentre l’ultima tela è dedicata a Sant’Anna di Stazzema e Bucha per evidenziare il legame tra la strage nazista e le atrocità nella città ucraina. Nel percorso espositivo è inserita anche un’opera del 2017 dal titolo “Il grido: no alla guerra!”:appello disperato a non abbassare lo sguardo verso le atrocità. La mostra è a cura di Claudia Baldi così come il catalogo impreziosito da un contributo di Anna Buzzi, oltre al saluto della direttrice dell’Archivio di Stato di Venezia ed un testo critico di Alessandro Romanini. «Il mondo di oggi – conclude Carli che a Venezia ha ricevuto anche la visita di una rappresentanza del Comune di Viareggio gli assessori alla Cultura Sandra Mei e all’Urbanistica Federico Pierucci – pone di fronte a noi sfide globali. Nelle mie opere sottolineo l’importanza di questi dolori per far sì che il visitatore si domandi come impegnarsi a cambiare il mondo in positivo».
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