Il Tirreno

Versilia

Torna libero l’ex boss della Versilia: «Carmelo Musumeci ha pagato il suo debito»

Matteo Tuccini
L’ex boss della Versilia Carmelo Musumeci
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L’ex boss della Versilia Carmelo Musumeci

Oggi ha 66 anni, insanguinò il territorio nelle guerre di mafia tra gli anni Ottanta e Novanta stato ed è stato in carcere all’Asinara con il 41 bis: «Stop all’ergastolo»

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VIAREGGIO. Carmelo Musumeci, 66 anni, un tempo conosciuto come il boss della Versilia, è definitivamente libero. Secondo la magistratura Musumeci, in carcere dal 1992 ma in libertà condizionata dal 2018, ha pagato il suo debito con la giustizia: si è diplomato e laureato tra le sbarre, è diventato scrittore, ha promosso battaglie civili e ha conosciuto personaggi di ogni calibro, senza più ricadere in nessun tipo di violazione. Per questi motivi la pena dell’ergastolo a cui era stata condannato viene considerata estinta dal tribunale di sorveglianza di Perugia.

Questo è il presente di Musumeci, che da ora in poi potrà tornare liberamente anche in Versilia a trovare la moglie: cosa che aveva già fatto in passato, grazie ai permessi goduti nei giorni di Natale. Il passato, invece, parla di un boss che contribuì a insanguinare il territorio versiliese negli anni Ottanta e Novanta. Un boss che secondo la magistratura era un mafioso e che contro altri clan, in particolare catanesi, ha combattuto in maniera feroce.

Il curriculum di Musumeci, ripercorso anche dagli stessi magistrati perugini, è quello di un ex signore del crimine. Tra il 1975 e il 2000 gli vengono addebitati tentati omicidi e omicidi consumati – ma solo per uno è stato condannato in via definitiva come mandante, l’uccisione dell’ex portiere della Carrarese Alessio Gozzani – traffico di droga, controllo delle bische clandestine, rapina, tentata estorsione e soprattutto associazione di stampo mafioso. Secondo la magistratura, che agli inizi degli anni Novanta lo fermò con una clamorosa retata assieme ai carabinieri, e che poi lo processò in una specie di aula bunker a Lucca – sorvegliata persino dai cecchini – Musumeci era un boss che rivaleggiava con i potenti clan catanesi per il controllo dell’attività criminale tra Versilia, Livorno, Massa e La Spezia, fino all’entroterra. Gli scontri armati con il clan di Ludovico Tancredi, un tempo suo alleato, portarono Musumeci a un passo dalla morte e terrorizzarono la Versilia. Tancredi, in seguito, si pentì. Musumeci, una volta catturato da Procura e carabinieri, è stato imputato – oltre ai vari reati di cui sopra – di cinque omicidi. Ma la condanna definitiva all’ergastolo è “solo” per l’omicidio Gozzani, avvenuto sulla Cisa nel 1991.

L’ex boss della Versilia è stato rinchiuso all’Asinara con il 41 bis – il carcere duro per i mafiosi – e in altri penitenziari. Ha cominciato a studiare e a scrivere, si è diplomato, laureato e ha cominciato a impegnarsi nel sociale, partecipando a convegni e incontri con scuole, associazioni e università. È entrato nella comunità Papa Giovanni XXIII, nel Perugino, e non ha più sgarrato, rispettando orari e prescrizioni. Dopo aver ottenuto il regime di semilibertà e poi la libertà condizionata dal 2018, è arrivato il provvedimento che considera estinta la pena. Secondo il suo avvocato Umberto Grassi «è una decisione giusta, che prende atto di un uomo che si è completamente ravveduto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web