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Pietrasanta, la rivolta dei ristoratori di via del Marzocco: «L’area pedonale è un bluff»

Luca Basile
Pietrasanta, la rivolta dei ristoratori di via del Marzocco: «L’area pedonale è un bluff»

Macchine che transitano e parcheggiano tutto il giorno nonostante i divieti. I titolari dei locali: «Paghiamo migliaia di euro di suolo pubblico, tutelateci»

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PIETRASANTA. Un’area pedonale urbana quanto meno anomala, via del Marzocco: auto che transitano da mattina a sera – in mezz’ora ne abbiamo contate diverse decine non sappiamo se tutte autorizzate -, mezzi in sosta, carico e scarico senza apparenti limiti di orario, controlli opinabili. Così denunciano i ristoratori di zona che dicono: basta. «Rispetto al passato paghiamo un suolo pubblico raddoppiato, se non triplicato proprio perché siamo in un’area pedonale. Che però un’area pedonale urbana, a tutti gli effetti, non è: ci vuole rispetto. Questa amministrazione è assente e incapace di ascoltare», fanno sapere da quella che è considerata, dal punto di vista storico, ancora più di via Mazzini, la strada per eccellenza del centro cittadino.

Lo sfogo

«E invece è gestita come una via di serie B, se va bene. Siamo stati zitti fin troppo – il pensiero di Andrea Focacci, titolare del ristorante Il Vaticano – e in tutta sincerità sono personalmente stanco di subire e basta. Da due anni questa strada è un’area pedonale urbana 24 ore su 24 e ad oggi non hanno neanche adeguato la segnaletica. Ma questa sarebbe la meno. Garantire l’accesso e la sosta dei mezzi delle persone disabili è ovviamente doveroso, ma mi chiedo: perché parcheggiano tutti in via del Marzocco? Perché non anche nelle altre strade del centro? Forse perché la nostra è una via senza piastroni, forse perché i vigili alle 19. 30 chiudono bottega e non c’è neanche un minimo di controllo. È un anno – prosegue Focacci – che abbiamo il cantiere di piazza Statuto davanti al ristorante: l’assessore Marcucci ci aveva rassicurato che con maggio sarebbe stato concluso. Se va bene si finisce a giugno, complimenti all’assessore e al sindaco».

Focacci ne fa anche un discorso economico, che in questo caso non è certo secondario rispetto al problema del rispetto delle regole. «Per il suolo pubblico temporaneo – dice – mi hanno chiesto poco meno del triplo rispetto al passato: per il momento ho detto no. E, di conseguenza, non assumerò due dipendenti in più in estate. Secondo loro dovrei mettere i tavolini e le sedie la dove transitano e parcheggiano le macchine? E la sicurezza? Comincino a fare rispettare le regole, poi ne riparliamo. Il Sindaco? Assente, non sa dare risposte efficaci e pensare che avevo grande fiducia in lui. Gli uffici tributi? Un muro. Non c’è’dialogo. Chiediamo solo il nostro: fate rispettare le regole. E invece zero risposte. Lavorare in queste condizioni è dura».

Sos parcheggi

Amareggiato anche Raffaele Boischio, titolare de La Locanda del Gusto. «In questa strada transitano e parcheggiano tutti: che mettano almeno una transenna artistica al suo accesso, tanto di vigili non ne vedi. L’altra sera ho telefonato al Comando della polizia perché una delle tante auto in sosta non mi permetteva di svolgere il mio lavoro. E non sono fatti episodici. Per il suolo pubblico – continua Boischio – fra temporaneo e annuale pago quasi dieci mila euro eppure, proprio per i parcheggi irregolari, talvolta non posso posizionare i tavolini nello spazio esterno perché rischierei di ostruire il transito dei mezzi di emergenza. Questa strada – insiste – va resa come le altre: veramente pedonale. Magari facendo ricordo a dei piastroni come indicato nei centro storico».

La richiesta di Boischio mira al concreto, per cercare così di risolvere il problema. Anche perché la soluzione che propone il ristoratore è semplice e logica. «Nel frattempo – va avanti – che almeno facciano rispettare il codice della strada e chi abita nel centro cittadino cominci a parcheggiare a transitare anche dalle altre vie. Perché se chiedi, e tanto, per il pagamento del suolo pubblico, poi è compito di te Comune mettere nelle condizioni le attività di lavorare in modo funzionale e sicuro». Altrimenti scoppia il malcontento, come in via del Marzocco.

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