Il Tirreno

Versilia

Il segretario Pd di Viareggio e il pasticcio dell'assessorato: «Deluso da Grilli ma io non mollo, il partito è con me»

Matteo Tuccini
Il sindaco Giorgio Del Ghingaro con la neo assessora Sara Grilli
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Il sindaco Giorgio Del Ghingaro con la neo assessora Sara Grilli

Filippo Ciucci smonta la ricostruzione della neo assessora e ammette: «Errori e critiche ci stanno, però ricevo anche solidarietà»

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VIAREGGIO. Filippo Ciucci, segretario del Pd di Viareggio, sta passando gli ultimi giorni incollato al telefono. «Il ponte del 25 aprile l’ho vissuto tutto dietro alla politica. Per fortuna nelle ultime ore la situazione sembra un po’ calmarsi», cerca di abbozzare Ciucci con un minimo di ironia.

Non è facile. La vicenda della consigliera comunale Pd Sara Grilli, nominata assessora dal sindaco Giorgio Del Ghingaro all’insaputa del partito che stava trattando il rientro in maggioranza, è uno di quei colpi allo stomaco che piegano in due. Ciucci ammette che sta facendo fatica a digerire, però l’idea è quella di non mollare e rialzarsi «per fare opposizione dentro la città».

Segretario Ciucci, la sua delusione per il caso Grilli sembra quasi più personale che politica. È così?

«Mi è dispiaciuto molto. Stavamo avviando un percorso di ricostruzione del partito e noi tre consiglieri comunali, oltre a me il capogruppo Dario Rossi e appunto Sara Grilli, stavamo affrontando insieme tutte le difficoltà e anche le sofferenze che questo comporta».

La neo assessora sostiene, nell’intervista al “Tirreno” di ieri, che il Partito democratico è stato sordo alle sue richieste di fare un’assemblea per valutare il ritorno in maggioranza e in giunta. Fa capire che avete perso tempo. È così?

«No, non è così. Venerdì 22 siamo stati informati da Grilli che aveva ricevuto questa proposta dal sindaco a titolo personale, senza che venisse coinvolta la segreteria cittadina né regionale. Sabato ne abbiamo discusso come Pd locale e regionale, coinvolgendo anche la segretaria toscana Simona Bonafè. A fronte di questa proposta fatta a Grilli, abbiamo convenuto che fosse necessario prima ragionare sui punti programmatici. Sui contenuti, più che sulle persone».

E poi cosa è successo?

«Il percorso era stato definito. Il 26 ci sarebbe stata un’assemblea per discuterne e il 27 avremmo incontrato il sindaco Del Ghingaro. Ma il 25 aprile siamo stati informati da Grilli che aveva accettato la nomina».

Quindi non è vero, secondo voi, che lei ha rotto gli indugi perché il partito non si dava una mossa?

«Il partito può anche essere lento, questo lo concedo. Ma se si sta dentro un’organizzazione e si fa un percorso, si accetta anche questo. Evidentemente, se è stata fatta questa scelta, significa che del partito interessa poco e che si sono anteposti altri interessi».

Non era possibile accorgersi prima che la situazione stava precipitando? Non è la prima volta che Del Ghingaro spariglia le carte nel fronte altrui.

«Possono esserci stati errori di valutazione. Ma non mi sarei aspettato una decisione da parte di Sara in questo senso. È un errore, eppure io difendo la mia buona fede».

Il sindaco Alessandro Del Dotto, pur stando dalla vostra parte e riconoscendo che avete agito in buona fede, vi ha detto: la politica è sangue e m... Tornando indietro, rifarebbe le stesse scelte?

«Non credo nel senno di poi. Del Dotto ha ragione, però resto convinto di aver agito con correttezza».

Ha pensato di lasciare?

«Sto ricevendo molti messaggi di solidarietà, e ovviamente c’è anche qualche critica. Legittima. Il partito mi sta dimostrando vicinanza e sta dalla mia parte».

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