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Versilia

Dal coma alla vita, Michele è tornato a casa dopo 80 giorni in ospedale: «Sei un guerriero»

Luca Basile
Dal coma alla vita, Michele è tornato a casa dopo 80 giorni in ospedale: «Sei un guerriero»

Il 5 febbraio il terribile incidente in auto con un amico. Pietrasanta lo accoglie coi fuochi di artificio: «Grazie a tutti, ci vorranno tempo e tanti sacrifici, ma sono qui»

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PIETRASANTA. Quando Kira, la sua cagnolina, si è allungata felice e irrefrenabile verso di lui, Michele Polidori ha finalmente capito di avere ritrovato casa; 80 giorni dopo quel terribile incidente in auto insieme a un amico – era il 5 febbraio – e ancora dopo che i medici gli avevano dato non più del 10 per cento di probabilità di salvarsi.

Polidori è stato più forte di tutto: il coma farmacologico, il rischio di infezioni, la respirazione assistita, gli interventi chirurgici, la rianimazione, le paure del presente e le incertezze del domani: ha varcato la soglia del dolore ed è tornato a sorridere alla vita guardando, dalla finestra della propria abitazione, i fuochi d’artificio organizzati mercoledì sera dagli amici per poi leggere e rileggere quello striscione, “Bentornato a casa Guerriero”, che in fondo è stato il mantra e l’auspicio, sempre in questi 80 giorni, di tutto un quartiere.

«Sto meglio e sono felice di essere di nuovo a casa, con i miei cari. Certo sarà lunga, la riabilitazione si presenta complicata e per fare “ripartire” questa gamba ci vorranno tempo e tanti sacrifici, ma sono qui», le parole sussurrate di Michele, 51 anni, titolare di un’autofficina molto nota a Pietrasanta, gestita insieme alla sorella Paola e al fratello Massimo.

«Abbiamo vissuto tutti noi, insieme a Michele – il pensiero della moglie Valeria – momenti difficilissimi. Dopo quello che ci avevano detto i medici non potevamo non pensare al peggio, però Michele è sempre stato un combattente, nella sua vita e questo a me, ai nostri due figli, a tutti i familiari e agli amici, dava tanta fiducia. È andata come tutti speravamo e finalmente, oggi, lo possiamo abbracciare dentro la nostra casa. Dovrà fare molta fisioterapia, la gamba destra ha problemi importanti, così come il polso sinistro: deve essere aiutato nella deambulazione e sappiamo che ci saranno giorni più difficili che però affronteremo con la consapevolezza che alla fine tornerà alla sua vita. Michele è una persona che sa farsi volere bene, la gioia e la vicinanza dei tanti amici hanno rappresentato un qualcosa a cui lui e tutti noi ci siamo aggrappati in questi mesi. E quando mercoledì sera sono partiti i fuochi d’artificio, in suo onore, l’emozione è stata fortissima», aggiunge. «Vorrei ringraziare il primo soccorso stradale, l’ospedale Versilia, il reparto rianimazione, il reparto ortopedico per il lavoro eccellente che hanno fatto, la chirurgia e la medicina riabilitativa. Un grande ringraziamento da parte di Michele anche a tutte quelle persone che ci sono state vicine e che lo hanno sostenuto nel lungo percorso senza mai mollare la speranza. Un abbraccio a tutti. Adesso è tempo di tornare a guardare avanti».

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