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Versilia

Viareggio, cane schiacciato dal cornicione in via Fratti: calcinacci ancora lungo la strada

Gabriele Buffoni
Viareggio, cane schiacciato dal cornicione in via Fratti: calcinacci ancora lungo la strada

A un mese e mezzo dal crollo che ha ucciso l’animale sta per iniziare il procedimento per il risarcimento danni nei confronti della padrona  

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VIAREGGIO. Mattoni e calcinacci sono ancora lì, all’angolo tra via Fratti e via Sauro, nel pieno centro di Viareggio. Intorno a loro una transenna, come a delimitare quel luogo dove il 9 marzo scorso, in una tragica mattina di un mese e mezzo fa, ha perso la vita il piccolo chihuahua Arturo. Schiacciato da un crollo che per un soffio ha mancato la sua padrona Elena Tomei e la sua vicina di casa Rebecca Palagi, entrambe a passeggio con i propri amici a quattro zampe.

Per il chihuahua di soli sei anni non c’è stato niente da fare: Arturo si è spento tra le braccia della sua padrona, pochi istanti dopo essere stato travolto dai pesanti mattoni e dalle macerie di un cornicione che si è completamente sfaldato sopra le loro teste.

Una fine tragica che non solo sarebbe potuta capitare a chiunque si fosse trovato accidentalmente a passeggiare sul marciapiede in quel momento ma che ha lasciato Elena Tomei – dog sitter di professione e da tempo attiva in difesa degli animali – sotto choc. Al punto da promuovere raccolte fondi per i rifugi cinofili della zona in suo nome e appendere anche fuori dal terrazzo della propria abitazione uno striscione in cui ha espresso ribadito il proprio pensiero: «Arturo non era solo un cane – recita il manifesto – era uno dei miei bambini».

Intanto è in corso il procedimento legale per giungere al probabile risarcimento per la donna: a giorni l’avvocato della proprietaria dell’immobile dove è avvenuto il crollo si incontreranno con la legale di Tomei, l’avvocata Marina Fantozzi, per avviare un tavolo conciliatorio e giungere ad un accordo. «Si tratta di due tipi di danno differenti – spiega il legale di Tomei – intanto un danno morale per la perdita di un animale per il quale la mia cliente ha maturato un lutto particolarmente sentito, dall’altra un danno psico-fisico dato che lo choc ha avuto ripercussioni sulla sua stessa salute».

Probabile poi che si instaurerà, dato che la proprietaria aveva acquistato l’edificio solo pochi giorni prima del tragico episodio, una ricerca di responsabilità a cascata nei confronti dei vecchi proprietari dell’immobile.



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