Gioco
L’omaggio di Forte dei Marmi al grande Ugo Guidi, i segreti della mostra sull’artista della Versilia
In esposizione al Fortino fino al 19 giugno a ingresso gratuito le opere dello scultore che ha celebrato il marmo delle Alpi Apuane
FORTE. Efficace celebrazione, al Fortino di Forte dei Marmi, del rapporto tra arte e ambiente. L’occasione l’ha fornita il “vernissage”della mostra dello scultore Ugo Guidi, celebrato artista che visse al Forte e vi morì, dedicando la sua vita alla rammentazione, con il marmo delle Apuane, dei cavatori, delle loro imprese, di una vera e propria epopea. Il sindaco Bruno Murzi non a caso ha voluto così ospitare, in una nuova rotonda, all’uscita dell’autostrada, un cavaliere, opera di Guidi. Poiché le sue creazioni, in disegno, scultura e pittura, hanno sempre riecheggiato il paesaggio versiliese. E la dottoressa Adriana Giusti, chiamata da Murzi a dare un significato all’arte nelle rotonde, ha benissimo spiegato il lavoro e il talento di Guidi, che seppe infondere nella sua arte i richiami della bellezza del territorio.
Di Guidi, al Fortino, corredati da una splendida manografia, sono stati raccolti in mostra, dov’erano presenti i due figli Fabrizio e Vittorio (che con tanta passione curano il museo perenne a Vittoria Apuana), numerosi segni grafici e diverse sculture. Si ha così modo di conoscere ampiamente il metodo e la maniera di Guidi, artista poliedrico, la sua energia, la sua capacità di saper interpretare i materiali, che le montagne vicine gli prestarono. Al di là della mostra al Fortino, l’esperienza di Guidi richiama al valore dell’appartenenza di un artista alla “sua” terra. Troppo spesso, infatti, non vi e più riconoscibilità tra le opere artistiche e l’ambiente dove vengono prodotte. Le tante astrazioni hanno distaccato sempre più pittori e scultori dai luoghi. Questo non significa che l’artista debba “fotografare” i paesaggi, come fecero gli impressionisti e i realisti. Ma perfino Alberto Burri, che non si può certo accusare di figurativismo, dette e dà ai suoi materiali, l’asprezza tipica dell’ambiente etrusco dove visse. Così le statue di Guidi, fette di grezzi reperti apuani, parlano di Versilia come ne parlano in poesia Eugenio Montale e in pittura Carlo Carrà.
Non a caso Adriana Giusti ha voluto rammentare, nella prefazione al catalogo (scritta con Antonio Lo Pinto e Giovanni Uzzani), come sia necessaria una relazione forte tra arte e paesaggio urbano ed extraurbano. Scrive a proposito del cavaliere collocato nelle rotonda: «Annunciano il luogo con la metafora del viaggio, della forza, dell’energia, dell’unione cavallo e cavaliere, la scultura inventa un nuovo paesaggio. È questo il senso che la Commissione vuole dare all’artializzazione dei luoghi della Versilia, a partire proprio da Forte dei Marmi, dove l’arte non dev’essere felice cornice ambientale, ma esprimere il legame profondo con la storia e le tradizioni dei suoi abitanti».
In Versilia l’arte, che poi è produttrice di bellezza, non è stata e non è solo presenza di spiritualità individualistiche. L’arte, in specie la scultura, ha fatto nascere, vedi Pietrasanta coi suoi tanti laboratori, una vera e propria industria artigiana. Le piazze dei comuni dovrebbero allora documentare e decantare materiali estratti sui luoghi. Spesso invece si dà spazio alla plastica, alle sculture di provocazione, a balzane idee di oggetti estranei, dimenticando come fin dai tempi di Michelangelo è stata semmai la natura, coi marmi e macigni, a fornire utili supporti allo splendore delle creazioni.
Si guardi ai lavori di Guidi, ospitati nella mostra al Fortino. Attraverso questa “porta” si penetra nella realtà delle cave, si comprende la qualità del lavoro che vi si svolge, vi è un nesso tra il martellare dell’artista e la “brutalità” di coloro che strappano alla montagna i suoi tesori. Non avrebbero vita le opere d’arte, se non documentassero quella vita che è vita della montagna apuana e del suo territorio.
La mostra di Ugo Guidi si potrà visitare tutti i nercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 fino al 19 giugno a ingresso gratuito.
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