Gioco
Il vino che nasce sul mare ha conquistato Vinitaly: «Abbiamo portato un sorso di Versilia nel mondo»
Bilancio molto positivo per la Tenuta Mariani alla rassegna di Verona. «Il segreto? La salinità che impregna il terreno dei nostri vigneti»
MASSAROSA. Un calice che porta in tavola il sapore del mare. Così il vino “al salmastro” della Tenuta Mariani ha conquistato Vinitaly. Di ritorno dalla celebre salone internazionale del vino e dei distillati, Ido Mariani non nasconde la soddisfazione: i vini della Tenuta Mariani, frutto del lavoro dell’azienda agricola e agrituristica di famiglia con sede a Massaciuccoli, hanno spopolato a Verona nella 54ª edizione della fiera vinicola più importante d’Italia e d’Europa che è tornata a svolgersi dopo i due anni di stop della pandemia. «Abbiamo avuto contatti con molti potenziali clienti nuovi, con alcuni già abbiamo stretto i primi contatti – spiega Mariani – siamo molto soddisfatti: abbiamo presentato a Verona le nuove annate di tutti i metodi classici e avevamo con noi tutti i nostri vini con le nuove certificazioni biologiche. Prodotti che sono risultati molto apprezzati dai visitatori della fiera: un’affluenza che francamente non mi aspettavo».
I vini prodotti dalla Tenuta Mariani con la dominazione “Il Segreto” e “Sabbiamare” – rossi, rosé, bianchi ma anche pinot nero e soprattutto le bollicine – rappresentano un’eccellenza versiliese che affonda le sue radici nel cuore del comune di Massarosa. Bottiglie del tutto particolari al gusto, comparabili con i famosi vin de sable prodotti nella Camargue, regione francese rinomata proprio per i suoi vigneti.
IL SEGRETO
Non è solo il nome dei vini prodotti dalla tenuta. Alle spalle della produzione dei vigneti targati Mariani – sia quelli nell’area di Villa Borbone, tra Viareggio e Torre del Lago, sia quelli di Massaciuccoli – c’è effettivamente un segreto: lo studio delle caratteristiche del terreno. «Tutti i territori dei nostri vigneti – spiega Mariani – un tempo erano ricoperti dal mare. E anche oggi, in profondità, il terreno resta impregnato di quella salinità. Le radici delle viti vanno in profondità per circa tre metri e si abbeverano di acqua marina: sicuramente di più nell’area di Villa Borbone, ma anche a Massaciuccoli in passato c’era il mare e il terreno ha mantenuto queste caratteristiche. Unito alla natura sabbiosa della terra, questo accelera la maturazione dell’uva e trasferisce questo tono marcato nel vino che ne viene prodotto. Tant’è che dobbiamo dosare la produzione di Torre del Lago mischiandola con quella di Massaciuccoli per ricavare un vino che abbia il giusto equilibrio al palato».
LA STORIA
A dare il via a tutto, nel 2011, è stato l’incontro tra Ido Mariani e l’enologo francese Julien Gout. «Ho da sempre la passione per il vino, una tradizione di famiglia – racconta il titolare – ho avuto spesso la possibilità di viaggiare in Francia, in Camargue, e ho imparato da autodidatta. Quando ho conosciuto Julien mi ha subito consigliato di produrre questo tipo di vino, così ci siamo messi a lavoro. Investendo forze e risorse in questo progetto: ci sono voluti anni per produrlo e poi calibrarlo nella sapidità fino al livello ottimale. La prima produzione di questo tipo di vino sapido l’abbiamo ottenuta nel 2015 e da allora l’abbiamo costantemente perfezionata».
IL FUTURO
La crescita è stata esponenziale. Da una produzione complessiva di circa 18-20mila bottiglie nel 2018, oggi le cantine Mariani sono arrivate a sfornare circa 40mila bottiglie all’anno. E gli investimenti della tenuta – che ha aperto le porte anche al turismo, come agriturismo – non sembrano fermarsi qui. «Abbiamo recentemente acquistato e piantato un ettaro e mezzo di vigna per la produzione del pinot nero nell’area di Maggiano – racconta Ido – in concreto, contiamo che si traducano in 8-9mila bottiglie in più all’anno».
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