La protesta
Ecco la squadra di Buratti: «Con noi il Comune di Forte dei Marmi sarà un luogo di tutti»
Il deputato del Pd lancia la sfida a Murzi: solo due “veterani” in lista, quattro donne, età media 48 anni. «Vogliamo avvicinare i giovani alla vita politica»
FORTE DEI MARMI. Umberto Buratti, deputato del Pd e candidato sindaco a Forte dei Marmi per il centrosinistra, lo dice subito senza giri di parole: «È una competizione difficile ma non impossibile. E io conto molto su questa squadra». Dodici candidati consiglieri comunali, quelli della lista “Amo Forte”, presentati ieri al Freak Café: quattro donne e otto uomini. Per un’età media di poco sopra i 48 anni. Solo due di loro sono già stati amministratori comunali, e proprio con Buratti sindaco: Rachele Nardini, consigliere comunale di minoranza uscente ed ex assessore delegata alla scuola e al sociale, ed Emanuele Tommasi, ex assessore ai lavori pubblici. Tutti gli altri si affacciano per la prima volta a una competizione elettorale. Perché uno degli obiettivi di Buratti è stato proprio quello di «coinvolgere giovani e avvicinare alla vita politico-amministrativa del paese persone nuove. Una lista civica, un progetto che guarda al futuro».
I nuovi candidati
La lista “Amo Forte” incarna professioni ed esperienze di vita diverse che si rivedono nella visione di Forte dei Marmi interpretata da Umberto Buratti. Ecco i nomi: Marco Balderi, 58 anni e medico ginecologo; Iris Tinunin, 32 anni, consulente di immagine e comunicazione; Davide Bramanti, 43 anni, istruttore federale di tennis e padel; Danila Masiello, 54 anni, agente di commercio; Nicola Bandoni, 49 anni, insegnante; Francesco Ciucci, 63 anni e odontoiatra; Daniele Galleni, 31 anni, architetto; Ilaria Cecconi, 54 anni, biologa nutrizionista; Raffaele Zamberoni, 64 anni, imprenditore edile; Federico Barbini, 39 anni, giardiniere.
Programma elettorale
Buratti, davanti ad un locale pieno di simpatizzati e sostenitori, dopo i singoli interventi di ogni candidato consigliere, ha toccato per sommi capi alcune idee da mettere in atto. «Dobbiamo tornare a diffondere la cultura e avvicinarla ai nostri ragazzi – ha detto il candidato sindaco – il Fortino deve tornare a essere lo spazio della satira e museale per la storia della nostra comunità. Poi, Forte ha bisogno di un contenitore per la cultura, un teatro ad esempio: investiremo senz’altro in uno spazio che colga questa esigenza». Una frecciata l'ha tirata all’attuale gestione della Fondazione Villa Bertelli. «Fino a cinque anni fa, Villa Bertelli era fra le prime venti strutture dove si facevano iniziative nel periodo estivo, oggi è oltre il cinquantesimo posto», ha incalzato Buratti. Che vuole un Comune 4.0, più informatizzato, con il quale i cittadini possano dialogare anche da casa. «Il sessante per cento delle abitazioni sono seconde case – ha proseguito – Perciò dobbiamo dare maggiori servizi a questi proprietari perché stiano un po’ di più nel nostro paese, con un bellissimo mare d’inverno. Investiremo poi nelle strutture sportive: il palazzetto dello sport ha compiuto quarant’anni, ora ha bisogno di essere allargato e ristrutturato».
Partecipazione
Fulcro dell’azione amministrativa di questa lista saranno la sostenibilità e la partecipazione. Buratti lo ha sottolineato a chiare lettere. L’obiettivo è quello di «mettere al centro le persone: specialmente chi è nel bisogno». Un sindaco e un’amministrazione «con cui dialogare ed incontrarsi, per rendere il Comune un luogo di tutti, in cui sentitisi accolti e non respinti».
Piano Operativo
Su questo punto è intervenuto anche il consigliere di minoranza ed ex vice di Buratti, Michele Molino, presente per l’occasione. «È opportuno che l’amministrazione si fermi, perché non è un piano operativo. Non si conoscono gli effetti che produrrà dato che è mancato il rispetto istituzionale», ha detto il candidato sindaco. Cioè la discussione nella commissione incaricata. Di una cosa è certo Buratti: boccia in toto l’operazione sulla scuola Carducci, e la demolizione dell’ex ristorante “La Greppia”. «Non sono nella sensibilità della gente», ha commentato.
Il caso Davide Bramanti
Il Tirreno ha chiesto un commento a Buratti sulle frasi postate da Bramanti sette anni fa e riemerse da Facebook. Ha risposto così: «È una polemica che è stata costruita ad arte, e va lasciata cadere da dove è partita: è iniziata dalla fogna e ritorni nella fogna».
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