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Seravezza, l’Enoteca Marconi senza personale: costretta a chiudere a Pasqua e Pasquetta

Tiziano Baldi Galleni
Seravezza, l’Enoteca Marconi senza personale: costretta a chiudere a Pasqua e Pasquetta

L’appello del titolare è caduto nel vuoto. «Uno chef ha detto no a tremila euro al mese perché fare avanti e indietro da Viareggio gli costava troppo»

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SERAVEZZA. Alla fine, quello che aveva ipotizzato circa un mese fa Massimiliano Federigi, titolare dell’Enoteca Marconi a Seravezza, è accaduto. O quasi. Infatti, nonostante gli appelli sulla stampa, e anche sui social (oltre all’annuncio di lavoro a InformaGiovani), non è riuscito a trovare un nuovo chef. E di conseguenza a Pasqua e Pasquetta il locale, che si trova nel centro storico del capoluogo seravezzino, sarà costretto a rimanere chiuso per pranzo. A cena invece sarà aperto, grazie alla presenza del vecchio cuoco che però ha già iniziato a lavorare anche altrove. E fra i colloqui e le telefonate ricevute (poche), c’è stato anche un chef di Viareggio che ha rinunciato a una retribuzione di tremila euro, perché – a suo dire – gli costava «troppo» fare il tragitto, tutti i giorni, fino in Versilia storica.

«Ho scritto un cartello davanti alla porta – dice Massimiliano – dove ho specificato che mi scuso con la clientela ma per mancanza di personale sono costretto a rimanere chiuso a pranzo per Pasqua e Pasquetta. Alla fine non ho ricevuto tantissime richieste di lavoro – continua – e devo dire che è successo lo stesso anche per il locale che aprirò a Pietrasanta in piazza Duomo: sto faticando a trovare personale. In precedenza avevo riportato, fra i motivi della carenza di richieste, quello del luogo in cui si trova la mia Enoteca (anche se rimane il fatto che c’è stato il diniego di alcuni che non volevano venire a lavorare a Seravezza), ma in realtà questo fenomeno è generale».

Massimiliano Federigi infatti non è l’unico a riscontrare questo problema. A differenza di altri se l’è sentita (ma non è stato l’unico) di parlarne su Il Tirreno. Ma basta guardare i social media per vedere i tanti annunci, come mai successo prima, di bar o ristoranti che sono in cerca di camerieri o di altre figure. Intanto Massimiliano è riuscito però a reclutare i tre camerieri di sala e una lavapiatti. Anche se sottolinea che «fra quelli che ho incontrato, in pochi avevano esperienza in questo settore». Circa quattro richieste sono invece arrivate da fuori Toscana ma in tal caso il titolare dell’Enoteca Marconi, che è di origini fortemarmine, si sarebbe dovuto fare carico di trovare un alloggio a Seravezza. Un lavoro nel lavoro, e soprattutto che andava predisposto prima.

Di chef invece se ne sono presentati soltanto due: «Uno era disposto a lavorare soltanto a pranzo, ma gli ho spiegato che qui d’estate lavoriamo soprattutto la sera. L’altro invece era di Viareggio, e nonostante i 3mila euro che gli offrivo di retribuzione mensile mi ha riposto che gli sarebbe costato troppo di carburante fare avanti e indietro». Dunque, l’Enoteca Marconi è ancora in cerca di un cuoco per affrontare una stagione estiva che è ormai alle porte. Oltre ad almeno un’altra figura come aiuto cuoco, perché quella attuale si trasferirà nella focacceria che aprirà a Pietrasanta dove ancora Massimiliano è in cerca di almeno una figura.

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