Gioco
I due anni terribili del medico di base in Versilia. «Il sistema sanitario ha faticato, ecco tutti i problemi»
Giuseppe Cavirani lavora a Querceta e fa il punto della situazione. «Imbarazzante la marea di fogli necessari per accedere ai servizi»
QUERCETA. In questi due anni, anche in Versilia la popolazione ha avuto due “nemici”, ugualmente importanti, il Covid 19 e la burocrazia. Strano, ma vero è stato doloroso constatare come il Sistema Sanitario abbia faticato ad affrontare i problemi organizzativi, al di là dell’impegno dei singoli operatori. È imbarazzante la marea di fogli, attestati, richieste necessaria per poter accedere ai servizi. Migliore è stato il rapporto fra Medicina Generale e Case della Salute. Fondamentale, il ruolo sinergico di medici, infermieri, personale di Studio, associazioni di volontariato. Lo afferma Giuseppe Cavirani, medico di base a Querceta. Per l’immediato futuro, aggiunge, concreta e valida è la possibilità d’una quarta dose di vaccino.
Perché non ricorrere quindi a una quarta dose?
«Penso che la possibilità di una quarta dose sia concreta e valida, considerando l’efficacia dimostrata della vaccinazione nel diminuire le complicanze covid correlate e i ricoveri a fronte di un aumento del numero di contagi nel periodo dicembre gennaio e che attualmente sembra ripresentarsi. Al momento la quarta dose è già realtà per i pazienti immunocompromessi, penso che a breve sarà disponibile anche per il resto della popolazione a partire da anziani e fragili»
Gli esperti parlano di una probabile vaccinazione in autunno. I casi stanno però aumentando, il “liberi tutti” ha già dimostrato la leggerezza con cui gli italiani lo hanno affrontato in passato. Secondo lei potremo parlare di “quiete prima della tempesta”?
«Sebbene i casi siano in aumento crescono però anche le vaccinazioni e la quota di popolazione che ha completato il primo ciclo vaccinale. Con queste premesse può essere logico risollecitare in un futuro più o meno breve il nostro sistema immunitario a proteggerci in maniera efficace dall’infezione in vista della prossima stagione autunnale invernale, dove i casi statisticamente aumenteranno di nuovo. Non so quindi se si può parlare di una quiete prima della tempesta oppure in virtù della progressiva copertura vaccinale della popolazione di una tempesta prima della quiete».
Si parla d’un vaccino “universale. Ma se la comparsa di una variante non è prevedibile, come si può pensare di affrontarla a livello preventivo?
«I vaccini Anticovid attuali sono nati come misura efficace nel contrastare un periodo di crisi il covid per cui è auspicabile che in tempi futuri la tecnologia permetta di affrontare “preventivamente” il problema con un vaccino che garantisca un’immunità stabile nel tempo e capace di coprire anche eventuali varianti».
Quale aggettivo userebbe per indicare la situazione della pandemia nel suo territorio?
«Conierei un nuovo termine: Covid-apocalypse».
Cosa ricorda di questi due anni come uomo e medico?
«Sono stati due anni caratterizzati da aspetti altamente contrastanti: da una parte manifestazioni di impegno e sacrificio da parte di molti attori, non solo della sanità, ma anche delle associazioni di volontariato, di semplici cittadini, di rappresentanti delle istituzioni; dall’altra manifestazioni di egoismi, inefficienze, perdita del senso civico, inadeguatezza delle strutture pubbliche. Come medico è stato doloroso constatare come il sistema sanitario abbia faticato ad affrontare i problemi organizzativi che si sono presentati nonostante che presi singolarmente tutti gli attori si siano impegnati al limite delle loro forze. È imbarazzante la marea di fogli, attestati, richieste, necessaria per poter accedere ai servizi da parte dei cittadini».
Esempi?
«È accettabile che molte confezioni di farmaci per l’ipertensione contengano solo 14 compresse? È accettabile che la richiesta per trasporto in ambulanza preveda da parte del medico l’aggiunta “barellato”? . È accettabile che un paziente, dimesso dall’ospedale con la diagnosi di ictus con emiparesi, per ottenere ausilii, tipo materasso antidecubito e letto ortopedico, debba fare delle richieste ed attendere i lunghi tempi burocratici, invece di aver contestualmente alla dimissione già gli ausilii a domicilio? Gli esempi sono infiniti».
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