Il Tirreno

Versilia

L’addio a Cesira Pardini, simbolo e memoria dell'eccidio di Sant'Anna: «Il tuo coraggio ci mancherà»

Luca Basile
Il sindaco di Stazzema Maurizio Verona durante l’orazione funebre per Cesira Pardini che si è spenta giovedì all’età di 95 anni
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Il sindaco di Stazzema Maurizio Verona durante l’orazione funebre per Cesira Pardini che si è spenta giovedì all’età di 95 anni

Nella chiesa di Fiumetto i funerali di una delle ultime sopravvissute di Stazzema: «Con la tua testimonianza hai fatto capire la crudeltà della guerra»

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PIETRASANTA. L’ultimo saluto a Cesira Pardini, superstite di quel 12 agosto 1944 che segnò per sempre Sant’Anna di Stazzema dove per mano nazista morirono 560 persone, si celebra nella piccola chiesa di Fiumetto mentre, in dissolvenza, fa eco il rumoreggiare a distanza del mare. Sono le 15 di ieri pomeriggio quando padre Alex comincia un’omelia funebre nel nome di chi, con il suo coraggio, prima, e con la sua tenacia nel ricordare, poi, ha vissuto una vita, fino a 95 anni, con dolorosamente impresse nella mente le troppe istantanee di quel giorno di orrore che vide i soldati di Hitler fucilare a sangue freddo una comunità di donne, anziani e bambini.

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Aveva diciotto anni, Cesira, il giorno della strage: sbattuta contro un muro e ferita riuscì comunque a mettere in salvo due sorelle – Adele e Lilia ieri presenti in chiesa insieme alle altre sorelle Licia, Siria e al fratello Vittorio – e un bambino, trascinato via fra decine di cadaveri. Quel bambino, Paolo Lencioni, sempre ieri pomeriggio ha seguito, nel silenzio, l’ultimo frammento terreno di Cesira che nel 2012 – con incomprensibile ritardo – si era vista insignire della medaglia d’oro al valore civile per il suo gesto eroico.

«Me lo ricordo bene il volto di Cesira, il giorno dell’onorificenza – ricorda dall’altare Umberto Mancini, presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna – nel suo approccio sempre umile e schietto, c’era quell’eterno barlume di tristezza. Una tristezza con cui ha dovuto convivere tutta una vita: a diciotto anni, orfana di mamma uccisa dai tedeschi e con la morte delle sorelle, essendo la più grande riuscì a mandare avanti, insieme al padre, una famiglia numerosa e segnata dal male perpetrato dall’uomo. Così come sempre di Cesira mi sono rimaste impresse altre poche e dolorosissime parole, quando nel raccontare l’orrore di Sant’Anna evocava l’immagine della sua sorellina di appena venti giorni con sulla bocca il sangue e il latte materno». Quella sorellina, Anna, su cui i nazisti non esitarono a sparare. «Senza il coraggio di Cesira oggi alcune persone non sarebbero qui. Senza le testimonianze di Cesira e degli altri superstiti verrebbe meno, nel tempo, la memoria per l’orrore nazista perpetrato con la complicità di alcuni italiani – le parole del sindaco di Stazzema Maurizio Verona – oggi si è spento uno dei fari che illuminano proprio questo percorso della memoria. Cesira ci ha sempre raccontato, in modo schietto e diretto, la crudeltà della guerra, ma l’umanità è ignorante, l’umanità continua a non capire. Oggi, poco lontano da noi una nazione ha invaso un’altra nazione e uccide ancora una volta persone innocenti. Nella sua sofferenza Cesira ci ha insegnato che, a prescindere dalle proprie condizioni, bisogna sapere accogliere chi fugge o si ripara da una guerra, come succede oggi in Ucraina, ma anche in altre parti del mondo. Mai voltarsi dall’altra parte».

Parole commosse anche da Carlo Carli. «Una donna straordinaria, Cesira, testimone di una strage ancora prima che si arrivasse al processo che poi mise definitivamente agli atti quello che accadde quel 12 agosto 1944. Un processo purtroppo tardivo. Oggi quando vedo le immagini della devastazione e delle morti in Ucraina il mio pensiero torna ai crimini di Sant’Anna ed è per questo motivo che le parole di Cesira e di tutti i superstiti restano fondamentali per gli studenti, per chi non ha visto e per la nostra memoria».

Prima dell’ultimo abbraccio – presenti in rappresentanza dei comuni versiliesi Luigi Trapasso, Forte dei Marmi, Andrea Cosci, Pietrasanta, Michele Silicani, Seravezza e ancora l’onorevole Umberto Buratti – sono arrivate le parole di Graziano Lazzeri, nipote di Cesira Pardini e segretario dell’associazione Martiri di Sant’Anna. Parole ispirate da una composizione di Mario Luzi. Poi ancora il silenzio in scia ad uno straordinario simbolo di eroismo e raro coraggio.

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