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Demolitelo, anzi no: la burocrazia blocca i lavori alla scuola Stagi di Pietrasanta. La protesta degli studenti

Luca Basile
Demolitelo, anzi no: la burocrazia blocca i lavori alla scuola Stagi di Pietrasanta. La protesta degli studenti

Il paradosso di Comune e Provincia che si contraddicono sui lavori. Il preside: «Siamo noi le vittime». Cinquecento mail a firma di altrettanti alunni con oggetto un invito: presenziare all’assemblea di istituto in agenda lunedì 4 aprile

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PIETRASANTA. Cinquecento mail a firma di altrettanti studenti, indirizzate agli amministratori di Provincia di Lucca e Comune di Pietrasanta, con oggetto un invito: quello di presenziare all’assemblea di istituto in agenda lunedì 4 aprile. Assemblea che dovrà fare chiarezza, si spera definitiva, sulle sorti del liceo artistico Stagi.

Sorti che le ultime vicende, legate ai cronici ritardi dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, rendono ancora più incerto e nebuloso. «La Provincia ci aveva assicurato che entro il 31 marzo sarebbe stato ufficializzato il bando per l’affidamento del progetto – fa sapere il dirigente del Don Lazzeri Stagi Germano Cipolletta – così non è stato. Oggi veniamo a conoscenza che il Comune di Pietrasanta, nel nuovo strumento urbanistico, non prevede sempre per quanto riguarda il liceo Stagi, la demolizione dell’immobile, ma una riqualificazione dello stesso. Previsione che, di fatto, rischierebbe di bloccare un intervento da 16 milioni di euro di ristrutturazione della scuola visto che la demolizione è prioritaria, sempre in chiave progetto. Siamo sconcertati: da una parte abbiamo la Provincia, ente referente per quanto riguarda la nostra scuola, che si accorge solo a fine marzo di quanto previsto da un piano operativo che il Comune ha adottato il 5 gennaio scorso; dall’altra abbiamo l’amministrazione di Pietrasanta che modifica, in modo drastico, le modalità di intervento sullo Stagi. E poi, nel mezzo – prosegue Cipolletta – c’è una comunità didattica costretta a convivere da tempo con una situazione strutturale a rischio sicurezza e problematica. L’assemblea unitaria di lunedì 4 aprile nel nostro istituto, che ha appunto visto tutti gli studenti invitare a partecipare i referenti di Provincia e Comune, servirà, spero, a fare chiarezza: nel frattempo abbiamo in agenda l’8 aprile un corteo di protesta, a Lucca, davanti a Palazzo Ducale e non escludiamo un sit in, sempre di protesta e informativo, da organizzare nei prossimi giorni, davanti al municipio. Non intendiamo accettare ulteriori rinvii sul via libera ai lavori: con queste premesse rischiamo che l’intervento sulla scuola non parta neppure nel 2022 e che si perdano i finanziamenti. Si mettano d’accordo, non vogliamo restare’stritolati’in mezzo a questi meccanismi istituzionali. Gli studenti e la scuola hanno atteso e avuto fiducia fin troppo, in questi anni».

Nel frattempo da Giovannetti&co arrivano missive al curaro nei confronti della Provincia. «Il gioco dello scaricabarile non ci appassiona: se la Provincia di Lucca avesse risposto una volta sola alle nostre richieste, di mostrarci il progetto di riqualificazione pensato per lo Stagi per condividerne le linee generali, sarebbe senz’altro emersa la necessità di classificare l’edificio in modo diverso», è il pensiero del sindaco Alberto Giovannetti. Che aggiunge: «Il vicepresidente della Provincia Nicola Conti parla di vari incontri avvenuti con l’amministrazione: magari, dico io. Tralasciando le innumerevoli telefonate che i nostri tecnici, i consiglieri comunali e gli assessori hanno fatto a Palazzo Ducale, nel tentativo di ricevere qualcosa di scritto su questo progetto, l’ultima Pec agli atti è del 7 settembre 2021, quindi ben prima dell’adozione dei nuovi strumenti urbanistici. Stiamo ancora aspettando una risposta».

Con l’attività di progettazione urbanistica del Comune che è così andata avanti: «I professionisti che hanno lavorato alla redazione del piano operativo – spiega Paolo Bigi, presidente della commissione urbanistica – hanno adottato classificazioni più cautelative per tutelare la storicità di edifici con un valore architettonico ritenuto rilevante». In sostanza, servirà un’osservazione al piano operativo – che verrà formalizzata in questi giorni dalla Provincia – per rivedere la previsione attuale. Con un iter che però a questo punto rischia di trascinarsi ben oltre i già datati passaggi formali previsti.

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