Il dolore
Sant'Anna di Stazzema piange Cesira Pardini, eroina dell’eccidio: «Luminosa testimonianza di coraggio»
Catturata e ferita dai nazisti, riuscì a mettere in salvo le sorelle e un bambino. Era stata per questo insignita della Medaglia d’oro al merito civile, aveva 95 anni
STAZZEMA. Cesira Pardini era una delle donne coraggio sopravvissute alla strage di Sant’Anna di Stazzema ed era stata per questo insignita della Medaglia d’oro al merito civile. Forte, sempre presente alle iniziative nel Parco nazionale della pace, sorella della vittima più giovane dell’eccidio nazifascista – Anna Pardini – insieme a Enrico Pieri, scomparso a dicembre del 2021, era una degli ultimi testimoni dell’orrore del 12 agosto 1944.
Cesira Pardini si spenta ieri all’età di 95 anni. Era malata da settimane. Per questo non aveva potuto accompagnare le sorelle Adele e Siria all’ultima cerimonia dell’associazione Martiri di Sant’Anna, quella del 78° anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo scorso, durante la quale è stata inaugurata la lapide di Sant’Anna restaurata dagli studenti del liceo Stagi di Pietrasanta (era stata distrutta dalla tempesta di vento del 5 marzo 2015).
Chi ha avuto l'occasione di parlare una delle ultime volte con lei è stato il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona. «Ero andato a trovarla a casa – ha ricordato ieri sera il primo cittadino – era allettata, perché le avevo promesso che le avrei consegnato personalmente la pergamena della cittadinanza benemerita del Comune di Stazzema».
Cesira Pardini aveva 18 anni quando si salvò dalla furia nazifascista. Si trovava nelle sua abitazione in località Coletti e mise anche in salvo le sorelle Adele e Siria. Perse invece la sorella Maria e la madre Bruna che aveva in braccio Anna, nata appena venti giorni prima, tutte uccise dai mitra dei nazisti. Per questo suo atto di eroismo Cesira venne insignita della Medaglia d’oro nel 2012.
«Nel corso di un rastrellamento e del successivo feroce eccidio perpetrato dalle truppe tedesche, insieme alla madre, alle sorelle e altri vicini, veniva catturata e messa al muro ma, sebbene ferita dai colpi di mitragliatrice, riusciva a spingere le sorelle al riparo in una stalla retrostante – si legge nella motivazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – successivamente, dopo avere tolto dalle braccia della madre uccisa anche la sorella neonata, le conduceva tutte in un luogo più sicuro, nei pressi del quale, pur nuovamente ferita dai militari in ritirata, individuava sotto un cumulo di cadaveri un bambino in tenera età ancora in vita, e lo traeva in salvo. Luminosa testimonianza di coraggio, ferma determinazione ed elevato spirito di solidarietà umana».
Verona ha inoltre ricordato quanto Cesira «avesse una lucidità incredibile nel ricordare i fatti del 12 agosto. Un abbraccio va alla famiglia. Purtroppo – aggiunge il sindaco – se ne va un pezzo di storia di Sant’Anna: le dobbiamo un grazie per quello che ha fatto negli ultimi decenni. I superstiti sono stati ambasciatori di pace nel raccontare gli avvenimenti della seconda guerra mondiale e hanno avuto la pazienza e la costanza di incontrare e raccontare la storia ai giovani».
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