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Versilia

Viareggio, solidarietà via social per il piccolo Nikita: «Vestiti e giochi per il bimbo scappato dalla guerra»

Gabriele Buffoni
Viareggio, solidarietà via social per il piccolo Nikita: «Vestiti e giochi per il bimbo scappato dalla guerra»

Il piccolo è arrivato in Italia con la madre e un’amica dalla zona di Kiev e aveva bisogno di aiuto. Federica Zappalà, ex hostess, ha lanciato su Facebook la raccolta: «Grande risposta» 

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VIAREGGIO. Scampate ai bombardamenti e aiutate dai social network. Hanno viaggiato per quattro giorni dall’Ucraina, dove vivevano entrambe nell’area di Kiev, scappando in per non correre il rischio di finire in mezzo agli attacchi dell’esercito russo. Marianna, Jarolava e il piccolo figlio di quest’ultima, Nikita, di appena tre anni. Come molte altre donne e famiglie in fuga, hanno lasciato tutto alle loro spalle cercando rifugio all’estero: loro tre l’hanno trovato in Toscana. Prima a Viareggio – dove a far loro da intermediaria è stata una comune amica di origini russe – e poi finendo per essere ospitate a Castellina in Chianti, provincia di Siena.

Ma le due donne e il piccolo, una volta in salvo, hanno dovuto affrontare un problema: rimaste senza niente, nella fretta della fuga non hanno potuto portare bagagli con sé. E il bambino, in particolare, aveva urgente bisogno di abiti più adatti al clima primaverile toscano. È qui che, a Viareggio, la loro storia arriva alle orecchie di Federica Zappalà, ex hostess di Alitalia originaria di Roma e che da otto anni ha deciso di stabilirsi in Versilia. «Mi è stata raccontata da amici di amici – spiega – nemmeno mi ricordo da chi è partito il passaparola. Ma quando ho saputo la loro situazione mi sono subito proposta di aiutarle. Il problema è che non sapevo come fare, o meglio: da sola avrei potuto fare poco. Sono riuscita a mettermi in contatto con loro e ho subito chiesto di cosa avessero bisogno. Mi è stato risposto che avevano necessità di vestiti per il bambino e così ho pensato: devo coinvolgere quante più persone possibile».

Federica quindi ha un’idea: sfruttare, per uno scopo positivo, i social network. Facebook, in particolare, e i tanti gruppi cittadini e versiliesi sul web. «Ho messo un annuncio, un post semplice in cui spiegavo la situazione – racconta – e quello che mi ha sbalordito è stata l’immediata e vasta risposta. In pochi giorni il mio post è stato condiviso da tantissimi profili. Mi hanno scritto oltre una sessantina di persone. Alla fine – spiega – ho dovuto anche dire di no ad alcuni e togliere il post: avevo il salotto pieno di roba. Non solo vestiti ma anche giocattoli». Così il piccolo Nikita ha potuto avere abiti adatti. E giocattoli nuovi, per vivere in maniera più consona una situazione del tutto anomala e ingiusta.
 

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