Il Tirreno

Versilia

Viareggio, il Pd dopo la frattura con Re Giorgio: «Ritorno in maggioranza a tre condizioni. Ecco quali»

Gabriele Buffoni
Viareggio, il Pd dopo la frattura con Re Giorgio: «Ritorno in maggioranza a tre condizioni. Ecco quali»

I dem aprono a una possibile pace con il sindaco Del Ghingaro dopo la crisi: «Ma senza fretta e senza le pressioni a livello regionale»

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VIAREGGIO. Il primo passo vero la rappacificazione spetta a Giorgio Del Ghingaro. Lo mette nero su bianco il Pd di Viareggio. E se da un lato i dem rimangono arroccati tra i banchi dell’opposizione ( rigettando al mittente le accuse di mettere a repentaglio il futuro della città in quanto «due anni fa – ribadiscono – Del Ghingaro ha governato con gli stessi numeri di adesso: se prima era possibile, perché adesso diventa impossibile e si pretende un frettoloso rientro in maggioranza? ») , dall’altro fanno capire che sì, uno spiraglio per ricucire lo strappo come spererebbe la segretaria regionale Simona Bonafè esiste.

Come ogni buon amante tradito, però, anche il Pd locale vuole un gesto concreto per ristabilire la fiducia con Re Giorgio. Anzi, per la verità ne vuole tre. Sapere con certezza (e quanto prima) se abbandonerà Viareggio per candidarsi a Lucca, chiarire una volta per tutte le motivazioni politiche dell’espulsione dell’ex vicesindaca Federica Maineri («perché di motivi politici si tratta – ribadiscono – visto che è stata privata del suo ruolo in quanto stava riportando al sindaco la posizione della comunità politica di cui fa parte») e infine un cambio di passo sulle politiche comprensoriali. Che si traduce in un maggiore dialogo con la Regione per l’Autorità portuale, in una più attenta valutazione sul rientro all’interno della rete museale provinciale (richiesta già bocciata dall’attuale maggioranza nell’ultimo consiglio comunale) , nella riapertura di un dialogo con il Parco e nell’instaurazione di un clima più disteso con le altre realtà sovracomunali (dalla Versilia alla provincia) .

«Siamo molto interessati a recuperare un dialogo purché si chiariscano questi aspetti – dichiara il segretario comunale Filippo Ciucci – le nostre non sono richieste senza criterio: di una maggiore apertura di Viareggio ad un dialogo comprensoriale si parlava già nel 2020, in quegli accordi che ci legavano al sindaco».

Dunque tornare insieme per comporre una maggioranza più solida è possibile ma «in tempi ragionevoli, non in modo frettoloso e senza chiarezza – dichiarano i dem – e i tentativi di scavalcare il Pd di Viareggio non servono a niente: se il sindaco è seriamente intenzionato ad avere il nostro gruppo consiliare in maggioranza deve scogliere i nodi politici in primo luogo con noi».

Un punto fondamentale, questo, emerso proprio dalle parole del segretario nazionale del partito Enrico Letta nella sua visita di lunedì a Lucca. E che i vertici locali del Pd reclamano con forza perché «non la riteniamo affatto di una patata bollente – commenta l’ex vicesindaca di Viareggio Federica Maineri, in qualità di presidente dell’assemblea versiliese del Pd – ma un’attestazione di fiducia dimostrata verso la nostra rappresentanza territoriale» Alla fine quindi il Partito democratico, in questo tira e molla diventato ormai tutto viareggino, non fa altro che attendere la prossima mossa del primo cittadino. La palla passa a Del Ghingaro. In attesa di capire se proseguirà nel mandato (e allora la riapertura del dialogo può davvero rappresentare un orizzonte concreto) o se cederà infine alle (ormai rischiose, dati i tempi risicati) lusinghe lucchesi scendendo in campo.

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