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Versilia

Raddoppiati i pazienti nel reparto Covid dell'ospedale Versilia: «Pronti ad ampliare i letti per i positivi» - I dati

Federico Lazzotti
L'ospedale Versilia
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L'ospedale Versilia

La crescita è iniziata l’8 marzo, sabato 19 il dato peggiore con 41 presenze. «Sono soggetti che arrivano per altre patologie, spesso asintomatici» 

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VIAREGGIO. Cambiano le regole fuori, con un alleggerimento in vista su divieti e restrizioni legate alla pandemia, ma restano le stesse quelle che riguardano l’organizzazione degli ospedali. Risultato: con la crescita esponenziale dei pazienti positivi ricoverati al Versilia, la direzione è pronta ad ampliare per la quinta volta negli ultimi due anni i letti Covid, riducendo o chiudendo, in caso di necessità, altri reparti come avvenuto da due anni a questa parte.

Il campanello d’allarme è suonato guardando i dati relativi ai pazienti positivi ospedalizzati negli ultimi dieci giorni. L’otto marzo scorso, infatti, nel reparto Covid del Versilia erano ricoverate (solo) ventitré persone, un numero quasi raddoppiato ieri quando ha raggiunto le quarantuno unità. Con un differenziale rispetto al giorno precedente di nove presenze in più.

NUMERI A CONFRONTO

Si tratta – secondo il report quotidiano – del dato più alto in tutta la regione. Tanto per fare un esempio, al secondo posto di questa classifica c’è l’ospedale di Lucca con cinque nuovi pazienti. Mentre nel resto della regione si va da un massimo di tre al policlinico le Scotte di Siena a un meno sei al San Giovanni di Dio di Firenze. E con la maggior parte degli ospedali in cui il differenziale è in negativo oppure in pareggio.

Tornando alla situazione del Versilia c’è un numero che fa riflettere. Riguarda i pazienti in terapia intensiva. Al momento, infatti, c’è un solo ricoverato. A conferma di un dato clinico che ha avuto conferme: la variante Omicron è molto contagiosa ma nei pazienti vaccinati non ha gli effetti devastanti della Delta. E spesso si limita a qualcosa di simile a un’influenza.

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IL PROFILO DEL PAZIENTI

Chi sono i nuovi ricoverati nel reparto Covid lo spiega il direttore dell’ospedale Versilia Giacomo Corsini. «Si tratta – spiega – di pazienti che arrivano in pronto soccorso con patologie diverse: traumi, ernie oppure problemi chirurgici. Come da protocollo su queste persone è necessario fare un tampone prima di ospedalizzarle. È in questo contesto che ne scopriamo la positività. Spesso, infatti, si tratta di soggetti asintomatici».

Sempre da protocollo questi pazienti vengono ricoverati non nel reparto legato alla patologia che hanno, bensì nel reparto Covid dove vengono seguiti dai medici di riferimento. Questo sistema, legato all’aumento dei casi in Versilia, ha generato l’incremento dei pazienti nell’area Covid. «Faccio un esempio molto semplice per spiegare com’è cambiata la situazione – prosegue Corsini – . Se fino a due settimana fa su venti accessi al pronto soccorso trovavamo un paziente positivo e diciannove negativi, adesso ne troviamo nove positivi e undici negativi». Il rischio è evidente: se nei prossimi giorni questo trend proseguirà con numeri simili l’ospedale dovrà correre ai ripari. «Siamo pronti – ammette Corsini – in caso di necessità a correre ai ripari e ampliare i reparti dedicati».

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Il ragionamento successivo riguarda il trend dei contagi, sia a livello locale che a livello nazionale. Perché – come spiega Corsini – «quello che si sta creando assomiglia molto al piede di una nuova impennata della curva». Molto probabilmente, visto il dato dei vaccinati – in Versilia si sfiora il novanta per cento – e il numero di chi ha già preso il Covid, una eventuale quinta ondata potrebbe avere le conseguenze più gravi proprio a livello di organizzazione ospedaliera. Una possibile data del picco è già stata individuata: primi dieci giorni di aprile, quando cominceranno a diminuire restrizioni e divieti.

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