Gioco
«Lavoriamo a targhe alterne». Così i tassisti della Versilia fanno economia contro il caro benzina
Il racconto di Maikol Pieruccioni, referente per la cooperativa Radio Taxi Viareggio: «La nostra scelta ha come obiettivo quello di non alzare le teriffe e non pesare sulla clientela»
VIAREGGIO. Tra le categorie strozzate dal caro carburante ci sono anche loro: i tassisti. Specialmente in un territorio come la Versilia, a forte vocazione turistica ma in larga misura limitata al periodo estivo, i costi di mantenimento per un taxi sono diventati tutt’altro che irrisori rispetto ai guadagni sempre più limitati.
Eppure i tassisti viareggini stringono i denti e tengono duro: a differenza dei colleghi nelle grandi città, in Versilia nessuno se la sente di gravare sulla clientela. «Non possiamo permetterci di far pesare sui clienti questa situazione, anche se per tutti noi sta diventando difficile da sostenere – commenta Maikol Pieruccioni, referente per la cooperativa Radio Taxi Viareggio (che raccoglie 29 dei 35 tassisti viareggini in attività ndr) – veniamo da due anni di pandemia in cui abbiamo subito perdite particolarmente ingenti anche date dalle limitazioni, con cui tra l’altro continueremo ad avere a che fare fino a fine mese. Ora con il caro dei carburanti è come la tempesta perfetta: chi di noi ha l’auto a benzina spende mediamente un 30-35 per cento in più di carburante a settimana – rivela – volendo fare una stima, a fine mese si parla per il solo rifornimento di una spesa tra i 300 e i 400 euro. Che, alla luce delle entrate ridotte all’osso, portano il margine di guadagno molto vicino allo zero».
La speranza è che la situazione si risolva – o perlomeno che i prezzi dei carburanti calino a sufficienza – prima dell’inizio della stagione estiva. «Per il momento stringiamo i denti e andiamo avanti – spiega Pieruccioni – come cooperativa stiamo proseguendo con una misura che già avevamo avviato durante la pandemia: in pratica ci dividiamo i giorni della settimana in cui lavorare in base alle targhe pari o dispari delle auto. In questo modo evitiamo di sovrapporci in un periodo dove le corse sono poche e perlopiù legate a brevi tracciati cittadini. E in più limitiamo le spese per il carburante. I 25 centesimi in meno sulle accise? Sicuramente l’aiuto del governo lo vediamo positivamente – commenta – ma è solo una piccola boccata di ossigeno: navighiamo a vista sperando di resistere fino alla stagione. E che nel frattempo i costi di benzina e gasolio scendano a livelli accettabili, altrimenti con l’arrivo dei turisti e l’aumento del lavoro il rischio sarà quello di dover valutare, di corsa in corsa, costi e benefici».
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