Gioco
Cinque stelle Michelin per una cena a sei mani: al Maitò di Forte serata speciale all’insegna del gusto
Gli chef Roberto Cerea, Giuseppe Mancino e Gianluca Tolla protagonisti dell’appuntamento riservato a un centinaio di ospiti
FORTE DEI MARMI. Sei mani, cinque stelle, dodici piatti. Quelli confezionati con arte e creatività da tre chef di eccellenza, per un vero e proprio "spettacolo" di cena, andato in scena giovedì sera sui tavoli del Maitò, locale storico di Forte dei Marmi. Ai fornelli, a far gli onori di casa, Gianluca Tolla, resident chef del Maitò, Giuseppe Mancino del "Piccolo Principe" del Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, che ha conquistato e conserva da tanto tempo le due stelle, e, nelle vesti di guest star, Roberto Cerea, del ristorante "Da Vittorio" di Brusaporto (Bergamo), che si fregia dal 2010 delle tre stelle. Ed è proprio da una visita organizzata qualche mese fa dallo staff del Maitò nel locale di Cerea nella bergamasca, che è nata l’idea di una joint-venture, come accade tra professionisti che hanno voglia di mettersi in gioco, di aprirsi agli stimoli del confronto, di non chiudersi nell’autoreferenzialità.
C’è chi li chiama scambi culturali, chi gemellaggi, chi collaborazioni. Comunque si vogliano definire, il punto di arrivo è uno solo: migliorarsi. A godere del lavoro d’equipe messo in campo dai tre chef, in una girandola di piatti accompagnata da vini pregiati rigorosamente abbinati, sono stati i cento commensali che la proprietà del Maitò ha voluto come suoi ospiti in una serata di primavera, che divenisse foriera di una promettente stagione estiva. Imprenditori e imprenditrici locali e non, uomini e donne d’affari, rappresentanti del mondo della cultura, tutti comunque legati al Forte, hanno avuto il privilegio di assaggiare il variegato ventaglio di creazioni gastronomiche proposte dal trittico Mancino-Tolla-Cerea: dall’entrée con ostrica e schiuma di limone e pepe all’acciuga cantabrica con salsa tonnata e nocciola del Piennolo; per proseguire con antipasto, due primi tra cui le storiche "penne alla Maitò", semplice ma davvero imprescindibile cavallo di battaglia del locale, per passare ai due secondi (uno di pesce e uno di carne) e concludere con il gran finale: un’esplosione di dessert serviti "cotti e mangiati" come i cannoncini alla crema, riempiti al momento da chef Cerea e consegnati "brevi manu" ai commensali, così come i bomboloncini alla crema, farciti in diretta dallo staff e distribuiti ai tavoli dall’infaticabile entourage del Maitò.
Prelibatezze dolciarie e pasticceria raffinata accompagnata da un ottimo Passito di Pantelleria, servito dai sommelier presenti nelle sale. Non restavano a quel punto che applausi e ringraziamenti prima del congedo, ma alla mezzanotte il colpo di scena, inaspettato quanto apprezzatissimo: si materializza in sala la paccherata, preparata con le gigantesche padelle da Roberto Cerea, piatto iconico del suo ristorante. E a quel punto il caffè, che avrebbe dovuto far calare il sipario sulla cena stellata, si è trasformato in aperitivo: tutti a tavola, si ricomincia!
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