Il Tirreno

Versilia

Caro gasolio, dalla Versilia l'sos degli autotrasportatori: l’aiuto del governo non basta

Il caro benzina
◗
Il caro benzina

Allarme di Confartigianato: un’intera categoria rischia di dover chiudere il taglio delle accise di 15 centesimi non è assolutamente sufficiente 

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Altro che 15 centesimi di taglio sulle accise annunciato dal governo. Per salvare un comparto cruciale per l’economia quale quello della logistica serve ben altro. A rilanciare l’allarme della categoria messa in ginocchio dall’esplosione del prezzo dei carburanti è Confartigianato. «È ora di finirla con le speculazioni – afferma Roberto Favilla, direttore di Confartigianato Imprese Lucca – ad oggi ancora non è arrivata dal Governo una proposta che possa compensare il caro carburanti che sta facendo chiudere le imprese».

Dalla vice ministra Bellanova – prosegue Favilla – «solo un vago riferimento ad un futuro provvedimento del Governo che dovrebbe essere emanato per ridurre l'impatto del caro-gasolio sulle imprese, pare attorno ai 15 centesimi a litro, assolutamente insufficienti a soddisfare i trasportatori anche se si prevede un ulteriore calo del gasolio vista la riduzione del costo del petrolio».

Ieri di fronte al fermo proclamato dal comparto è stato convocato dalla Bellanova nuovamente il tavolo degli autotrasportatori. «Chiediamo, con forza, anche la riduzione delle accise, almeno della metà» sottolinea Favilla ribadendo la necessità di una serie di norme che da anni vengono caldeggiate dalla categoria: l’adeguamento automatico del costo del servizio di trasporto con il costo del gasolio per rincari oltre il 2%; costi di esercizio obbligatori per contratti verbali; rafforzamento della norma sui termini di pagamento con autorità certa di controllo; regolamentazione efficace delle soste e delle attese al carico, con certezza della sanzione per il mancato rispetto; tavolo delle regole per l'accesso al mercato e alla professione dell'autotrasporto.

«Alla vice ministra Bellanova – rimarca il direttore di Confartigianato – che sa cosa vuol dire essere vessata per anni nei diritti più elementari del lavoratore, da una paga commisurata alle prestazioni rese, alla sicurezza di una data per la riscossione del compenso, chiediamo che si cali appieno nelle difficoltà degli autotrasportatori. La buona volontà l'hanno dimostrata con la pandemia e con il servizio reso al Paese, anche ora lo stanno facendo, ma ora non dipende più dalla loro buona volontà, ma dal fatto oggettivo che non hanno più soldi per fare rifornimento di carburante. Non ha ormai più senso indire un “fermo” dell'autotrasporto, perché saranno gli stessi camionisti a stare fermi perché hanno i serbatoi dei loro mezzi vuoti e non hanno più soldi per riempirli. Vice ministro Bellanova, tocca a lei cercare di “ribaltare” una situazione che potrebbe sfociare in forti tensioni sociali, visto il ruolo che il comparto svolge, ogni giorno, per l'economia del Paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore