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Pietrasanta, parte la raccolta di firme contro la cava Ceragiola: i motivi dela protesta
Un centinaio di persone all’assemblea organizzata al Cro di Solaio. I promotori dell’iniziativa: sabato pomeriggio saremo in piazza Duomo
PIETRASANTA. Hanno tutti risposto presente all’assemblea, sulla riapertura dell’ex cava Ceragiola, andata in scena martedì scorso al Cro di Solaio. Oltre un centinaio di persone fra cittadini, cavatori, comitati, minoranze consiliari - Pd e Fratelli d’Italia - si sono infatti confrontati su un tema, quello del via libera all’attività estrattiva nei pressi di Castello, che è motivo di seria apprensione per la comunità di zona. Tutti presenti fatta eccezione per gli amministratori comunali di maggioranza: non c’era il sindaco Alberto Giovannetti, non si sono fatti vedere gli assessori, non si sono affacciati neppure i consiglieri di una coalizione che oggi è alla guida della città. «Un’assenza che è stata motivo di grande amarezza per tutti noi: sottrarsi a un dibattito, non interloquire con i cittadini che ti invitano per dialogare, capire, non è un bel segnale. Siamo sorpresi e dispiaciuti dal mancato confronto con la maggioranza» il pensiero dei promotori dell’iniziativa. Che però non hanno alcuna intenzione di fermarsi.
«Sabato pomeriggio, a partire dalle 16,30, saremo in piazza Duomo, per raccogliere firme di sostegno alle osservazioni che presenteremo contro la riapertura della cava, così come previsto dal piano operativo» fa sapere una residente di zona, Lucia Franceschi che aggiunge: «L’assemblea di martedì scorso è stata molto partecipata: hanno parlato tutti, ex cavatori che rivolevano il loro lavoro, ex cavatori che invece erano consapevoli delle conseguenze della riapertura della cava: polvere e rumore. C’è stato chi, con forte irritazione ha evidenziato, ad esempio, che la propria casa era diventata pericolante e aveva dovuto spendere molti soldi per metterla in sicurezza a causa delle escavazioni nella cava Giardino di Solaio. All’incontro erano presenti anche molte associazioni ambientaliste che ci hanno dato il loro appoggio: Comitato Monte Costa, La voce degli Alberi, Grid, Apuane Libere, Amici della Terra, Italia Nostra. La stragrande maggioranza delle persone ha ribadito il proprio no alla riapertura di cava Ceragiola».
I motivi, a detta della comunità di zona, sono diversi. «L’area presenta elementi di instabilità e di degrado idrogeologico, morfologico e necessita di recupero ambientale. Il piano operativo consente di escavare in sotterraneo fino a 60mila metri cubi di materiale con l’obiettivo di recuperare tutta l’area a conclusione della escavazione. La concessione viene data per cinque anni con la possibilità di proroga di altri cinque anni. Cava che si trova a 100 metri dal borgo Castello, a qualche centinaia di metri da Corvaia e dall’Uccelliera, a poche decine di metri dal fiume Versilia. Come può la riapertura di un sito vicinissimo a un fiume e in una zona densamente abitata contribuire al miglioramento della qualità della vita della comunità? I nostri amministratori comunali avranno anche la possibilità di imporci polvere e rumore per i prossimi 10 anni, ma non possono impedirci ora di fare domande e attendere risposte. Per questo motivo torniamo a chiedere un incontro con il Sindaco: un confronto è necessario».
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