Il Tirreno

Versilia

Città della Cultura, il fair play di Del Ghingaro: «Complimenti a Pesaro, noi ripartiamo da qui»

Giovanna Mezzana
Città della Cultura, il fair play di Del Ghingaro: «Complimenti a Pesaro, noi ripartiamo da qui»

Viareggio non ha vinto la virtuosa competizione per aggiudicarsi la competizion ma farà tesoro del grande patrimonio di progettualità con cui ha partecipato

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La città non ha vinto il titolo di Capitale della cultura 2024 ed è stata premiata Pesaro? È ugualmente "avanti tutta". Perché quel progetto di candidatura all’ottenimento del titolo era talmente "maxi" - grandioso - che non può finire nel cassetto. Poggiava su investimenti da 93 milioni di euro, cifra che ha lasciato di stucco persino la giuria. Quel dossier, poi, è importante anche per un altro motivo: per lo sforzo di ideazione - progettazione - da cui è venuto fuori. Tant’è che oggi Viareggio «sa cosa fare in futuro, cosa che non è da tutti», dice Alessandro Amadori, direttore delle ricerche qualitative dell’Istituto Piepoli, consulente della giunta del Ghingaro per la redazione del progetto. Per Viareggio è come se ci fosse stato un prima e un dopo: prima del concorso e dopo il concorso. Nel mezzo ha messo nero su bianco quel desiderio che diventa intento «di trovare una nuova dimensione», aggiunge Amadori, che sia internazionale: «un po’ come ha fatto Milano con l’Expo». E questo è in sintonia con la dichiarazione con cui il sindaco Giorgio Del Ghingaro - di ritorno da Roma, dalla cerimonia di assegnazione del titolo - commenta l’esperienza: inizia coi «complimenti a Pesaro e al sindaco Matteo Ricci.

E continua: «Il percorso che ci ha portato al ministero - dice - è stato emozionante: abbiamo progettato investimenti strutturali e iniziato un lavoro che non andrà perduto», rassicura. «Viareggio è impegnata a costruire il suo futuro che solo qualche anno fa sembrava impossibile - chiosa - Questa esperienza ha dimostrato che la città ha i numeri per essere al centro della vita culturale del Paese. Abbiamo dimostrato serietà, compattezza, autorevolezza». «Siamo sole e mare - continua - ma anche storia, eventi, arte. Creatività e coraggio. Siamo la leggerezza del Carnevale e l’intensità di Puccini: il 2024 apre un biennio di celebrazioni che porteranno Viareggio sotto i riflettori del mondo. Avanti, che siamo già ripartiti». E sarebbe bello che ci fosse un filo rosso - una sorta di corrispondenza di amorosi sensi - a unire Pesaro, città del Rossini Opera Festival e Capitale della cultura nel 2024, con Viareggio che proprio nel 2024 festeggerà il centenario della morte di Giacomo Puccini. Chissà.

Del resto è stata Silvia Calandrelli, direttrice di Rai Cultura e presidente della giuria che ha raccomandato (così si dice) al ministro Dario Franceschini il nome della città vincitrice a riconoscere che tutte le dieci finaliste hanno grande pregio e pari dignità, come fossero ciascuna una tappa di un meraviglioso "giro d’Italia". Nulla è andato perduto se non la chance - per dirla fuori dai denti - di un bel gruzzolo di risorse pubbliche pari a un milione di euro che vanno di diritto alla Capitale come leva economica per la realizzazione del progetto. Chiusa la virtuosa competizione, non è mancata qualche polemica. «Fra i limiti che la proposta di Viareggio ha scontato - nota Alessandro Santini, capogruppo della Lega in consiglio comunale - c’è l’atteggiamento tenuto dal sindaco Del Ghingaro che non ha saputo fare squadra con il territorio: Pesaro ha coinvolto tutti e 50 i comuni della provincia per una candidatura definita "plurale"» dalla giuria; «Puccini - aggiunge Santini - rappresentava la nostra carta vincente ma i continui e pubblici litigi di Del Ghingaro con il sindaco di Lucca hanno finito per pesare».

Critiche anche da Barbara Paci, capogruppo del gruppo misto in consiglio comunale: «Non mi meraviglio del risultato - dice - Come feci notare, al progetto di Viareggio mancava l’inclusione e la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni per costruire un progetto collettivo»; «Sono stati stanziati - aggiunge - 250mila euro per il confezionamento del dossier e 135 milioni per la realizzazione di esso, di cui 50 milioni messi a budget dal Comune. È lecito chiedersi come un comune possa stanziare così tanti soldi per un singolo progetto, somma 20 volte superiore alla media dei progetti di altre candidate: propongo che una piccola parte dei 50 milioni venga utilizzata per progetti culturali virtuosi e inclusivi».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41307073:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2022/03/17/news/rossini-batte-puccini-1.41307073]]

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web