Sicurezza
Da Kabul a Pietrasanta, la storia di tre giovani fuggite per il calcio e per la libertà: «Là lo sport è vietato»
Ospiti del Comune hanno raccontato il dramma afghano. Poi hanno partecipato alla gara amichevole con la squadra del Blues Pietrasanta
PIETRASANTA. Insultate, perché donne. Costrette ad allenarsi all’alba, celando il proprio corpo da ogni sguardo, per non turbare la “sensibilità maschile”. Quando Maryam, Fatema e Susan volgono lo sguardo al loro recente passato, ancora oggi vedono tre ragazze che amavano giocare a pallone in un paese, l’Afghanistan, dove essere donna è una condanna. E dove correre dietro a un pallone significa, in fondo, inseguire e provare a raggiungere la libertà negata.
«Siamo venute qui, in Italia, per migliorare la nostra vita, ma anche il nostro calcio, che per noi è la vita». Nelle parole di Maryam c’è tutto il coraggio delle tre giovani calciatrici di Kabul, fuggite l’autunno scorso proprio dalla capitale dell’Afghanistan dopo la presa del potere da parte dei talebani.
Nella giornata di ieri le tre ragazze, insieme all’allenatore Najibullah, hanno fatto tappa a Pietrasanta ospiti di “Una Partita per la Libertà”, l’iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale per fare conoscere «questa storia di rivincita, amicizia e libertà – si legge in una nota del Comune – perché fare sport, in Afghanistan, non è proprio così semplice: le ragazze hanno raccontato di allenamenti obbligati all’alba, per appunto non “turbare” la sensibilità degli uomini e di una quotidianità dove non mancavano mai insulti e difficoltà, anche per le loro famiglie». «Fino a 10 anni fa non si poteva giocare a calcio in Afghanistan – il ricordo di Fatema – e quando noi abbiamo cominciato, abbiamo capito di essere importanti e di avere un potere». «Ai ragazzi che ci stanno ascoltando lancio un messaggio – le parole di Susan – vorrei che sapessero che sono estremamente fortunati a vivere qui, ad avere le opportunità che offre questo Paese e a non trovarsi a soffrire quanto abbiamo sofferto noi».
Nella sala del consiglio comunale, ieri mattina, ad accogliere le tre ragazze, oltre al sindaco Alberto Giovannetti, hanno risposto presente gli assessori allo sport Andrea Cosci e alle pari opportunità Tatiana Gliori, la presidente Paola Brizzolari e Sandra Da Prato, consigliere comunale che ha moderato l’incontro. Con loro i rappresentanti di Caritas, don Francesco Parrini, il presidente del Pietrasanta Serafino Coluccini e la scrittrice Emma Casté. Collegati da remoto, invece, gli studenti di alcune classi delle scuole medie Barsanti e Santini e dell’istituto d’arte Stagio Stagi, Emanuele Giordana (direttore editoriale del portale atlanteguerre.it) e Giovanna Bellini, criminologa e neurologa. «Gli strascichi che arrivano ai nostri ragazzi dalla guerra – ha evidenziato Marzio Mori, direttore servizi della Fondazione Caritas Firenze – sono imprevedibili ed emergono quando meno ce lo aspettiamo e nel modo che meno ci aspettiamo. Per questo credo che la presenza delle scuole, oggi, sia fondamentale».
Al termine dell’incontro in municipio, le ragazze sono state omaggiate dall’amministrazione con tre mazzi di tulipani rosa. Nel pomeriggio, dopo una visita alla città, Maryam, Fatema e Susan si sono ritrovate allo stadio comunale per l’amichevole della solidarietà che ha messo di fronte le ragazze del Blues Pietrasanta e le pari età della Carrarese.
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