Il Tirreno

Versilia

La rabbia degli abitanti di Mommio Castello «Noi abbandonati dal Comune di Massarosa»

Gabriele Buffoni
Giuseppe Maffei e Simona Barsotti
◗
Giuseppe Maffei e Simona Barsotti

È l’unica frazione senza eletti nell’elenco dei comitati di rappresentanza locale: «Essere invitati al tavolo non ci basta, non vogliamo fare da spettatori»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Lo hanno ritenuto inizialmente un errore. Quando però l’elenco dei comitati di rappresentanza locale è stato certificato dal voto del consiglio comunale, i timori dei cittadini di Mommio Castello si sono trasformati in realtà: la loro è l’unica frazione, nel comune di Massarosa, che non avrà una rappresentanza ufficiale.

Per quanto infatti si tratti di una piccola realtà abitativa - i residenti sono circa una trentina - si tratta di una comunità molto unita che, perlopiù, fa riferimento all’associazione "A Mommio Castello" presieduta da Giuseppe Maffei.

«A fine novembre, quando è stato pubblicato il bando per i comitati di rappresentanza locale che mancavano ormai da tre anni, ho protocollato subito la mia candidatura - spiega il 75enne alla guida dell’associazione - siamo ben consapevoli di essere una frazione piccola nel territorio massarosese ma pensiamo anche di avere il diritto di poter far sentire la nostra voce, visto che giustamente c’è la volontà di dare nuova spinta alla partecipazione locale. Non ci siamo mai fatti illusioni, non pretendevamo di essere un comitato indipendente dagli altri, come le località a più alta densità: fin da subito abbiamo pensato che ci avrebbero unito alla vicina Corsanico, per formare un’unica realtà territoriale nelle sedi di rappresentanza».

Così invece non è stato. Corsanico ha ottenuto sette rappresentanti e costituirà come comitato autonomo (senza unirsi quindi ad altri centri, come accaduto nell’agglomerato di Pieve, Montigiano, Gualdo e Valpromaro). «Mommio Castello invece è stato completamente ignorato - commenta rammaricato Maffei, - ho anche chiesto spiegazioni, ma nessuno ha saputo darmi risposte soddisfacenti se non vuote rassicurazioni».

Dall’amministrazione infatti non tarda ad arrivare una spiegazione dell’accaduto. «Non ha rappresentanti perché le frazioni più piccole sono state accorpate - commenta la sindaca Simona Barsotti che però, quando le si fa notare che in realtà Mommio non si trova insieme a Gualdo e alle altre micro-frazioni unite in un unico comitato, aggiunge: - i rappresentati di Mommio Castello saranno comunque invitati a prendere parte agli incontri: il fatto che non ci sia una persona fisica di una frazione non significa che il Comune ne ignori le esigenze o non la consideri».

Ai cittadini del piccolo centro collinare però questo "sgarbo del Comune" non accenna ad andare giù. «Mommio è una realtà dove i temi da sottoporre all’attenzione della collettività sono tanti - spiega Maffei - la nostra è una comunità attiva nel tenere puliti i cimiteri, le strade ma anche la sentieristica e il resto del paesino, che costituisce un belvedere che ha anche una sua valenza turistica. Essere invitati al tavolo non ci basta, è nostro diritto essere rappresentati in maniera ufficiale, non fare da spettatori».Gabriele Buffoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web