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Viareggio, a 78 anni ritinteggia le strisce pedonali: «Erano sparite e nessuno se ne occupava»

Gabriele Buffoni
Viareggio, a 78 anni ritinteggia le strisce pedonali: «Erano sparite e nessuno se ne occupava»

La vedova del senatore Caprili non sopporta la trascuratezza della città e spesso è lei a rimboccarsi le maniche: «Quando esco mi porto le cesoie per tagliare gli arbusti infestanti». La foto di lei che fa l’imbianchina spopola sui social

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VIAREGGIO. La pennellessa stretta in pugno e il secchio di vernice al suo fianco, in mezzo alla strada, mentre è intenta a ritinteggiare le strisce pedonali davanti alla sua abitazione in via Indipendenza, nel quartiere Campo d’Aviazione a Viareggio: quando la foto è comparsa sui social, Amalia Giorgetti è stata sommersa di telefonate da parte dei figli e dei nipoti. Sono stati loro i primi a riconoscerla in quell’istantanea rubata. Per lei però non c’era niente di strano. Poco importa se a provvedere a una mancanza del Comune ci ha pensato lei, a 78 anni. Per una “combattente” – come ama definirsi – della sua tempra il senso civico ha radici profonde, che ha condiviso anche con l’amore di una vita: il senatore Milziade Caprili che, pur scomparso prematuramente a 64 anni, a Viareggio è ricordato da tutti come un’istituzione della sinistra.

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Signora Giorgetti, perché ha ridipinto lei le strisce pedonali?

«Perché non avrei dovuto farlo? Vivo qui da cinquant’anni, so bene quanto è pericoloso uscire anche solo dal cancello di casa. La carreggiata è stretta e sembra di essere all’autodromo di Monza. Le auto sfrecciano ignorando i limiti di velocità ma soprattutto chi è a piedi e rischia seriamente di essere falciato. Sa quante volte mi sono trovata a spazzare davanti casa e a dovermi appiattire sul cancellino? Oppure a scendere dall’auto con la spesa e a dover aspettare minuti interi prima di poter anche solo tentare di attraversare? Pure di notte, quando porto a spasso Simba (il suo cane, ndr) , le auto non si preoccupano minimamente dei pedoni. Perciò, quando ho visto che le strisce pedonali erano quasi del tutto cancellate, ho pensato che fosse un problema da risolvere».

Non ha pensato di avvertire il Comune o la polizia municipale?

«Non è la prima volta che segnalo la pericolosità di via Indipendenza, ma nessuno ha mai mosso un dito. E di vigili urbani, qui nella zona, non se ne vede nemmeno l’ombra. Così mercoledì, quando ho finito di ritinteggiare alcune pareti in casa, ho visto che mi avanzava un po’di vernice bianca e ho pensato di poter fare qualcosa: sono uscita e ho ritinteggiato i segni ormai sbiaditi delle vecchie strisce pedonali. Non mi sono venute proprio dritte, ma almeno adesso si vedono: purtroppo passavano le auto, ho dovuto fare in fretta chiedendo anche a qualcuno di fermarsi per lasciarmi finire. Ma sono abituata a fare di testa mia».

In che senso?

«Anche in passato non sono rimasta con le mani in mano. L’anno scorso durante la celebrazione per i caduti della Resistenza sono andata a mettere un mazzo di fiori in via dei Partigiani, qua nel quartiere. E ho visto che il sudicio aveva ricoperto l’intera scritta che indicava il nome della via. Così ho preso lo scaleo, il sapone di Marsiglia e ho pulito io. Mi sembrava il minimo: una città non è niente senza un minimo di decoro. E anche oggi, quando esco in bicicletta, mi porto sempre un paio di cesoie: se vedo arbusti della pineta che strabordano sulla carreggiata, non è che mi metta a chiedere: scendo e taglio».

Nonostante le “nuove” strisce pedonali, via Indipendenza resta un tratto molto trafficato.

«E pericoloso per chiunque vada in bicicletta o a piedi. Da un lato ci sono le case, dall’altro la pineta completamente lasciata all’incuria che arriva fin sulla strada. Se malauguratamente un animale sbucasse all’improvviso o un bambino attraversasse la strada, il rischio di un incidente mortale è altissimo. Io ho sette nipoti, ai più piccoli bisogna far venire i lividi sulle braccia a forza di tenerli stretti. Non serve nemmeno andare in mezzo alla carreggiata, basta fare un passo oltre il cancello e già si rischia di finire investiti. E la situazione del traffico è peggiorata quando hanno chiuso il viale dei Tigli: avrebbero dovuto chiuderlo più avanti, verso Torre del Lago, in modo da non convogliare tutte le auto qui dove ci sono così tante abitazioni».

Si è chiesta perché il Comune non è intervenuto autonomamente?

«Non mi so dare una risposta. C’è anche poca intelligenza elettorale, volendo parlare in questi termini: al Campo d’Aviazione ci sono 12mila abitanti, avere un minimo di attenzione per semplici interventi di decoro, che certo non richiedono spese enormi come lo sfalcio delle erbacce ai margini della strada o la segnaletica, ripagherebbe anche alle elezioni».

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