Il Tirreno

Versilia

Caro benzina, in Versilia i gestori corrono ai ripari: «Stop ai self-service durante la notte»

Gabriele Buffoni
Caro benzina, in Versilia i gestori corrono ai ripari: «Stop ai self-service durante la notte»

È un ultimatum quello che arriva dai gestori delle pompe di benzina. «Se la situazione non cambierà, dal 14 marzo staccheremo i macchinari»

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VIAREGGIO. È un ultimatum quello che arriva dai gestori delle pompe di benzina. «Se la situazione non cambierà, dal 14 marzo staccheremo i macchinari: niente più self-service nelle ore notturne». A parlare è il viareggino Alessandro Vietina, gestore di una stazione di servizio Q8 a Viareggio e presidente della Faib (Federazione autonoma italiana benzinai) di Confesercenti Toscana Nord. Il suo è un allarmante grido d’aiuto. «È l’unico modo che abbiamo per protestare e al tempo stesso risparmiare sulla bolletta – dice – l’energia elettrica ha subito rincari anche del 135 per cento a carico dei singoli gestori, ma mentre il prezzo della benzina cresce il nostro margine di guadagno resta lo stesso: in media 3,5 centesimi per litro. E non può essere incrementato per dinamiche contrattuali. Anzi – conclude – con un calo del lavoro del 30-40 per cento, i guadagni sono diminuiti».

Un appello ribadito anche graficamente sul cartello affisso all’ingresso del suo distributore: «automobilista, questi prezzi mettono in riserva anche il benzinaio. Su 50 euro erogati, il ricavo è 85 centesimi». Perché «noi benzinai siamo trattati come colpevoli, come dei ladri – racconta Vietina – ma in realtà siamo sulla stessa barca dei nostri clienti. Anzi, siamo messi peggio. È come essere assaltati da un lato dai rincari dei costi di gestione, dall’altro dalla rabbia dei clienti che, esasperati, puntano il dito contro di noi alla ricerca di un capro espiatorio. L’indicazione è di mantenere la calma, comprendere il momento – assicura – ma i piccoli gestori sono già spariti. E tutti noi stiamo vivendo un drammatico momento di crisi».

Ieri la Faib ha lanciato – per ora nel territorio della Toscana nord, ma presto si accoderanno gli altri distretti – una prima iniziativa di protesta, appendendo fuori dai distributori cartelli per spiegare il punto di vista dei benzinai e inviando ai parlamentari eletti nei collegi della Toscana un’accorata lettera con quattro richieste da attuare nell’immediato per calmierare la situazione. «Chiediamo l’apertura di un tavolo di crisi ministeriale del settore – spiega Vietina – la sterilizzazione dell’Iva sui rialzi dei listini dei prodotti petroliferi per contenere i costi del carburante e la loro ricaduta su tutta la filiera, il credito d’imposta sulla parte eccedente di sovrapprezzo di energia elettrica rispetto alla media del 2019 e l’abbattimento delle spese per le transazioni elettroniche a favore delle banche. Sono interventi mirati che servono quanto prima perché altrimenti questa “tempesta perfetta” rischia di travolgerci».

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