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Camaiore, Pierucci parla già da sindaco: «Vi anticipo le mie priorità» - L'intervista

Gabriele Buffoni
Camaiore, Pierucci parla già da sindaco: «Vi anticipo le mie priorità» - L'intervista

Nel programma opere pubbliche da recuperare e parcheggi per le frazioni. E il candidato del centrosinistra critica la destra: «Pensano solo ai nomi»

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CAMAIORE. L’ufficialità della sua candidatura risale a sabato 26 febbraio con l’inaugurazione della sede nella centralissima via Vittorio Emanuele a Camaiore. In realtà però Marcello Pierucci è da mesi in campagna elettorale e quella di due settimane fa è stata soltanto la conferma - con tanto di bagno di folla - di qualcosa che i cittadini camaioresi davano già per assodato: la sua discesa in campo per le prossime elezioni amministrative. Ciò che invece era impossibile prevedere è che l’attuale vicesindaco di Camaiore sia ad oggi ancora l’unico, papabile candidato alla poltrona di sindaco. Se è pur vero che un secondo pretendente alla carica c’è - si tratta di Enrico Marchetti, candidato di Camaiore Popolare (Potere al popolo e Rifondazione Comunista) - suscita infatti un certo sconcerto la mancanza di un oppositore di centrodestra. Una situazione che, a pochi mesi dalle elezioni, sembra stendere un tappeto rosso ai piedi di Pierucci fino al portone di piazza San Bernardino.

Pierucci, lei è da mesi in una corsa praticamente solitaria per le amministrative. Si può ancora parlare di contesa elettorale?

«Il Partito Democratico e le due liste civiche che si sono riconosciute nella nostra proposta (Riformisti-ViviAmo Camaiore, RinnovaMenti e Camaiore a Sinistra) si sono da tempo espresse sul mio nome. Personalmente ho ringraziato tutti della fiducia e mi sono fin da subito rimboccato le maniche: ho preferito concentrarmi in tutto questo tempo insieme ai miei alleati sulle idee, sui progetti e sui programmi per il futuro di Camaiore».

Al suo lancio ufficiale della candidatura c’è stato un bagno di folla: un po’ la vittoria in tasca se la sente?

«Assolutamente no, il verdetto lo daranno i cittadini una volta chiamati alle urne. Però sicuramente vedere così tanta gente ha ricaricato il mio entusiasmo. Anche la presenza delle autorità regionali e nazionali la giudico particolarmente importante: per un Comune è linfa vitale coltivare questo tipo di rapporti per trovare le risorse e gestire progetti importanti, come dimostra il recente progetto del festival nel parco di Bussoladomani».

Al di là della candidatura di Marchetti, dal centrodestra non sono però ancora arrivate proposte da contrapporre al suo nome.

«Ho sentito che hanno qualche difficoltà a decidersi sul candidato, ma non me ne sono interessato più di tanto. Diciamo che abbiamo intrapreso strade diverse: mentre il centrodestra parla di nomi e persone noi parliamo di progetti e di fatti concreti. Gli elettori poi faranno le loro valutazioni».

Come ha sfruttato questi mesi di vantaggio sui suoi avversari di centrodestra?

«Insieme alle liste che mi sostengono abbiamo organizzato tanti incontri per lavorare su un programma che comprenda le idee di tutti, non solo le mie. Ormai siamo vicini alla stesura definitiva in modo da dare un quadro preciso ai cittadini di quello che vogliamo fare sul territorio».

Può darci qualche anticipazione?

«Partendo dalle opere pubbliche, direi il recupero del Teatro Argentina a Capezzano e del palazzo Littorio come luogo di cultura a Camaiore. E poi l’Arlecchino e l’area Benelli a Lido di Camaiore. Per quanto riguarda poi le frazioni, trovo inconcepibile che nel 2022 un lavoratore debba percorrere lunghi tratti a piedi per tornare a casa: il nostro obiettivo sarà garantire un nuovo parcheggio in ogni frazione. Infine turismo e promozione del territorio, connettendo l’entroterra e Lido non solo fisicamente con la pista ciclabile ma in una sinergia progettuale».

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