Gioco
Amalia a Viareggio è la paladina del decoro: a 78 anni rifà le strisce pedonali e pulisce i cartelli stradali
Molto conosciuta per la sua militanza politica nel Pci ma anche perché vedova dell’ex senatore (e vicepresidente del Senato) Milziade Caprili, nell’arco di poche ore si è ritrovata ad essere l’eroina del senso civico
VIAREGGIO. Per dare l’esempio a volte è sufficiente rimboccarsi le maniche, armarsi di pennellessa e vernice e mettere mano a quello che un Comune - in questo caso Viareggio - non è in grado (o si dimentica) di fare. E poco importa se si ha 78 anni e si convive con gli acciacchi dell’età.
Lo sa bene Amalia Giorgetti: donna molto conosciuta in tutta Viareggio non solo per la sua militanza politica nel Pci ma anche perché vedova dell’ex senatore (e vicepresidente del Senato) Milziade Caprili, nell’arco di poche ore si è ritrovata ad essere l’eroina del senso civico della città. Tutto perché un paio di giorni fa, vedendo le strisce pedonali davanti alla sua abitazione ormai del tutto sbiadite, si è messa a ritinteggiarle in mezzo al traffico. Incurante del pericolo e del fatto di essere stata immortalata da un automobilista di passaggio che poi ha pubblicato lo scatto sui social.
«Ma che c’è di strano? Io qui ci vivo da cinquant’anni - spiega - questo tratto di strada è molto pericoloso, non c’è marciapiede e la vicina pineta è lasciata all’incuria, tanto da restringere ancora di più lo spazio per i pedoni. Se nessuno si è preso la briga di risolvere almeno il problema delle strisce pedonali, perché me ne sarei dovuta rimanere a guardare? ».
«Una città senza attenzione al decoro è ben poca cosa - racconta - ma alla fine se non ci pensa il Comune sono i cittadini che, per quanto possibile, devono farsi sentire e rimboccarsi le maniche: conoscendomi, e anche conoscendo chi era mio marito, spesso la gente viene da me e mi fa presente qualche problema del quartiere. E io vedo di fare il possibile, se ne va del bene comune».
Una filosofia di vita che anche in passato l’ha vista spendersi in prima linea. Come quando, in occasione della commemorazione per le vittime della Resistenza lo scorso anno, vedendo sporco il cartello con il nome di via dei Partigiani non si è limitata a qualche lamentela o sdegnosa protesta ma ha preso da casa il suo scaleo e ha dato una ripulita all’indicazione della strada. Perché alla fine dare l’esempio è lo schiaffo più pesante a chi avrebbe potuto agire (e magari ne avrebbe avuto il compito) ma ha preferito restare a guardare.
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