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Versilia

Da Viareggio a Roma contro le aste. Ecco la carica dei 200 balneari: «Ma con rispetto per gli ucraini»

Matteo Tuccini
Da Viareggio a Roma contro le aste. Ecco la carica dei 200 balneari: «Ma con rispetto per gli ucraini»

Bolkestein, protesta di piazza senza dimenticare questioni più alte: «Il Governo accelera: siamo stati costretti a manifestare»

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VIAREGGIO. Alla fine i balneari, con un po’ di malavoglia, tornano in piazza. Circa 200 i titolari degli stabilimenti di Viareggio e Versilia che stamattina, con tutti i mezzi disponibili, sono partiti alla volta di Roma, per la manifestazione di protesta contro la messa a gara delle spiagge. Una manifestazione organizzata dai sindacati Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti, a cui non hanno però aderito altre sigle sindacali. Che ritengono la piazza inopportuna.

Anche per questo motivo fino a qualche giorno fa l’appuntamento, previsto alle 11 in piazza Santi Apostoli (accanto a piazza Venezia), era in dubbio. All’interno della categoria c’erano, e ci sono, visioni diverse sulla strategia di riportare la protesta sui vecchi binari: striscioni, bandiere e fischietti. E magari qualche pattino. Il colore rosso delle canotte, che si fa largo tra gli slogan contro la direttiva Bolkestein, fa scena; ma non tutti i balneari sono convinti che possa portare a qualcosa. Non solo: la stagione turistica è alle porte, per tutti sono già cominciate le grandi manovre. Nel periodo che va dalla fine di marzo a Pasqua la stragrande maggioranza, se non la totalità, dei bagni apriranno al pubblico desideroso di dimenticare guerra e Covid.

Ma, parlando proprio di guerra, uno dei punti dolenti dello scendere in piazza e mettersi a protestare è il possibile paragone con questioni ben più alte. Tacciati troppe volte di insensibilità e menefreghismo, i balneari si sono chiesti se fosse il caso di tirarsi addosso ulteriori antipatie. Per evitare di sembrare ancora una volta concentrati solo su se stessi.

«È un dubbio che ci siamo posti in tanti – dice Luca Lippi, presidente dei balneari di Viareggio – Certi accostamenti possono essere male interpretati. Come balneari della Versilia, nel nostro piccolo, abbiamo messo a disposizione un camion di aiuti verso l’Ucraina che è partito da poco. Questo per far capire che non siamo menefreghisti e non ci disinteressiamo di tutto quello che succede fuori dal nostro mondo. Però la manifestazione, che dovrà essere portata avanti con profondo rispetto per la popolazione ucraina che sta soffrendo, era inevitabile. Il Governo sta accelerando con la riforma: la prossima settimana si tornerà a discutere degli emendamenti alla legge sulla Concorrenza che, in questo momento, ci penalizzano molto. Perché prevedono la riassegnazione delle concessioni tra due anni, senza alcun tipo di tutela per i balneari. A cui è stata prospettata una “sostituzione” nel senso letterale della parola. Se non ci fosse stata questa accelerata, non ci sarebbe stata la manifestazione».

Come detto, ci sono valutazioni diverse. «In questo momento particolarmente delicato, in cui l’Italia stessa è scossa dalla crisi ucraina e la comunità internazionale sta lavorando su misure per far fronte alle conseguenze della crisi che si ripercuoteranno anche sul nostro Paese, non riteniamo che questo tipo di azioni possa essere efficace e soprattutto opportuno – dice Fabrizio Licordari di Assobalneari Confindustria – La decisione di non scendere in piazza in questo momento non significa arrendersi di fronte alle ultime novità che hanno riguardato il nostro settore, ma significa dimostrare di aver compreso il contesto storico attuale e di esprimere così solidarietà a chi sta soffrendo». Secondo Lippi «le diverse visioni tra noi balneari e tra gli stessi sindacati fanno parte del gioco: non può esserci accordo su tutto».

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di Redazione web