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Carnevale di Viareggio

Da Romani a Marchi, fino a Diolaiuti e Maffei, ecco le voci del Carnevale di Viareggio

Roy Lepore
Da Romani a Marchi, fino a Diolaiuti e Maffei, ecco le voci del Carnevale di Viareggio

Brunello era soprannominato a giusta ragione “The voice”. Dagli altoparlanti di Radio Carnevale, dalla sua torretta in piazza Mazzini, dalla barchina delle pubblicità in mare durante l'estate, fino ad arrivare allo stadio dei Pini

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VIAREGGIO. Brunello Romani per cinquant’anni è stato la voce di Viareggio, soprannominato a giusta ragione “The voice”. Dagli altoparlanti di Radio Carnevale, dalla sua torretta in piazza Mazzini, dalla barchina delle pubblicità in mare durante l'estate, fino ad arrivare allo stadio dei Pini, Brunello era la voce per antonomasia, inconfondibile, pastosa, melodiosa, dalla chiarissima dizione. Negli anni Sessanta, recuperò tutte le classiche canzoni del Carnevale, dal 1921 in poi, e insieme a Corrado Fontana produsse numerosi e importantissimi dischi. È grazie a lui, inoltre, che lo chansonnier viareggino Egisto Malfatti ebbe modo di incidere la quasi totalità della sua produzione artistica.

Dopo il pensionamento, avvenuto nel 2000, Romani continuò a commentare i corsi di Carnevale da emittenti private e curò numerosi documentari in videocassetta dedicati alla Viareggio che fu. È morto il 20 ottobre 2005. Brunello Romani è stato una vera e propria icona del Carnevale di Viareggio. Un punto di riferimento per tutti coloro che l'hanno sostituito in questo ruolo.

Nel 1997 iniziò a collaborare con lui facendo la seconda voce Fabrizio Diolaiuti. «Andavo fra le gente e intervistavo i carristi, il tutto si sentiva lungo il circuito della sfilata. Dal 2000 al 2003 sono stato da solo la voce del Carnevale in piazza Mazzini. Rispetto al suo modo di descrivere i carri al loro passaggio impostato e classico, io ho portato la novità dell'animazione coinvolgendo il pubblico, tipo Fiorello prima maniera. La mia idea sarebbe stata quella però di modernizzare un po' tutto, salendo su una gru, con il carro che arrivava in piazza Mazzini protagonista principale, però ad Elio Tofanelli, l'allora presidente, l'idea non piaceva, e allora mi feci da parte. Poi con Stefano Pasquinucci presidente della Fondazione, inventai l'aperitivo di Carnevale in piazza Mazzini. Volevo fare il salto di qualità, ma non fu possibile, e allora mollai. Prima di morire, però l'idea di salire su una gru e animare mi piacerebbe realizzarla».

Dopo Diolaiuti subentrò Loris Marchi dal 2004 al 2012 con presidenti Elio, Tofanelli, Nanni Magione e Alessandro Santini. «È stata una bella esperienza – ricorda Marchi – ricalcavo un po' lo stile di Brunello Romani, che è stato il mio punto di riferimento. Ricordo il bel rapporto instaurato con i carristi e gli ospiti, da Mario Monicelli a Franca Rame, da Jerry Scotti a Fabrizio Frizzi».

Poi arriva Daniele Maffei nel 2012 che presenta con Loris Marchi un anno, nel 2014 è coadiuvato da Anna Rita Landi, nel 2015 e 2016 da Andrea Mazzi e dal 2017 rimane da solo fino al 2020, quando con lui c'è per un anno Jessica Volpe, che presenta anche in inglese. Da quando c'è Daniele Maffei – che quest’anno è affiancato sul palco dalla musicista Felicity Lucchesi – si sono alternati alla presidenza della Fondazione Carnevale Alessandro Santini, Stefano Pasquinucci, il commissario Stefano Pozzoli e Maria Lina Marcucci.

«Fra le emozioni maggiori – confessa Maffei – c’è stata la lettura del documento per la situazione bellica tra Russia e Romania, quando è iniziata l'invasione mentre il ricordo più bello che mi porto dentro ancora oggi è legato a quando nel 2012 ho iniziato questa bella avventura, che per me è stato il coronamento di un sogno, coltivato fin da quando ero piccolo».

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