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Versilia

«Gasolio troppo costoso», a Viareggio si fermano 150 pescherecci per tre giorni

Federico Lazzotti
«Gasolio troppo costoso», a Viareggio si fermano 150 pescherecci per tre giorni

Sciopero contro i rincari e incontro al ministero. La presidente della Cooperativa: «Stiamo pensando alla cassa integrazione. Ecco perché la situazione è diventata insostenibile»

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VIAREGGIO. Per almeno tre giorni addio pesce fresco a Viareggio. Ma la dieta della lisca potrebbe durare anche più a lungo. Il problema è serio e riguarda i costi del gasolio in costante aumento e diventato insostenibile per i pescatori di tutta Italia, ancor di più per i 150 che fanno parte della marineria viareggina.

La protesta è esplosa ieri a Civitanova Marche dove si è svolta l’assemblea dell’associazione produttori pesca – alla quale ha partecipato l’80% delle marinerie italiane – e che ha preso la decisione di scioperare per tre giorni. «Mercoledì le associazioni di categoria saranno a Roma – spiega Apollinare Lazzari, presidente dell’associazione – per un incontro al Ministero. Vediamo se è possibile far entrare il comparto della pesca tra quelli che vedranno un sostegno nel prossimo Decreto. Altrimenti continueremo a stare in terra. Così, non possiamo più lavorare: i costi superano di gran lunga i guadagni».

Una decisione condivisa dai pescatori viareggini, come spiega la presidente della Cooperativa Cittadella della Pesca Op, Alessandra Malfatti, che rappresenta circa il 70% delle imbarcazioni da pesca di Viareggio per un totale di 150 lavoratori. «Era inevitabile una scelta del genere perché come costi ormai non ci rientriamo. Ma la decisione mette in crisi tutto il sistema: si blocca la filiera anche a terra. Ecco perché noi come cooperativa stiamo pensando anche alla casa integrazione».

I conti sono nella rete. «Per sostenere il lavoro dei pescatori garantendo un margine di guadagno, il rincaro più alto che posiamo permetterci per il gasolio è di 0,80 centesimi. Pensate che ad oggi siamo a 1,13 euro». Detto in altre parole accendere il motore della barca per andare a calare le reti, oggi, è una rimessa. C’è poi un’aggravante che peggiora la situazione dei lavoratori di Viareggio. E riguarda l’impossibilità di incidere sul prezzo, vale a dire: sei i costi aumentano far salire il costo del pesce.

«A differenza dei colleghi di Livorno qui un mercato che sostiene i costi dei pescatori non c’è. E questo ci impedisce di incidere sul prezzo», va avanti Malfatti. E secondo la presidente della cooperativa non si deve guardare il problema solo dei pescatori, bensì allargare lo sguardo anche ad altri settori. «I problemi li hanno tutti – aggiunge – penso alle cartiere e alle conseguenze del rincaro dell’energia elettrica. Purtroppo è un momento critico per tutti. Da parte nostra è ovvio che la scelta di scioperare avrà riflessi. Penso agli accordi con le mense scolastiche. Ma non avevamo scelta Come il governo ci può aiutare? Con un prezzo calmierato, si può fare con i contribuiti alla pesca. Ma in questo momento non so davvero cosa augurarmi».

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