Il Tirreno

Versilia

Guerra in Ucraina, nelle scuole di Viareggio manifestazioni e raccolta di beni - Le iniziative

Gabriele Buffoni
Guerra in Ucraina, nelle scuole di Viareggio manifestazioni e raccolta di beni - Le iniziative

Gli studenti dell’istituto  "Barsanti e Matteucci" si sono raccolti nella mattina si mercoledì due marzo nel cortile per gridare la propria unanime contrarietà ai conflitti

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VIAREGGIO. Anche le scuole viareggine in campo per sostenere l’Ucraina e ribadire il rifiuto della guerra. Al liceo classico-linguistico "Giosuè Carducci" è stata attivata negli ultimi giorni una raccolta di beni di prima necessità da inviare nelle zone colpite dall’attacco militare russo: all’ingresso dell’istituto sono stati predisposti degli scatoloni in cui poter donare cibi a lunga conservazione, kit di primo soccorso (in particolare garze, cerotti, bende e disinfettanti), medicinali e dispositivi medici (guanti monouso, mascherine, siringhe) , altri prodotti sanitari come pannolini o assorbenti, prodotti per l’igiene personale, coperte e calzini. La raccolta del materiale sarà poi gestita da Caritas, Avis e Croce Verde locali.

L’ondata di solidarietà al popolo ucraino colpito duramente dai bombardamenti è arrivata anche dal liceo scientifico "Barsanti e Matteucci". Oltre alla volontà - già espressa - di raccogliere a loro volta beni di prima necessità da inviare in Ucraina, gli studenti dell’istituto cittadino si sono raccolti ieri mattina alle 12 nel cortile della scuola per gridare la propria unanime contrarietà ai conflitti. Un flash-mob in piena regola «voluto da tutti gli alunni e autorizzato dal dirigente scolastico Andrea Menchetti - spiega il rappresentante d’istituto Lorenzo Polonio - abbiamo scritto una frase dell’articolo 11 della nostra Costituzione su un grande telo per ricordare a tutti che l’Italia ripudia la guerra e abbiamo voluto far sentire anche la nostra voce. Esprimerci è importante, non si può tacere davanti ad eventi tanto grandi: occorre prendere posizione contro la guerra e noi studenti l’abbiamo fatto. E intendiamo ribadire - conclude - la nostra vicinanza a tutti gli studenti ai bambini, alle mamme e a tutta la popolazione ucraina che sta vivendo questa terribile situazione».

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