La protesta
Carnevale di Viareggio, ecco i cantori delle sfilate: «Noi come Pizzul e Martellini tra anedddoti e curiosità»
Raccontano da anni i corsi in televisione e in mezzo al pubblico: «Un anno il vento era talmente forte che per poco non volò via il nostro gazebo in piazza Mazzini: con una mano lo tenevo fermo, con l’altra reggevo il microfono»
VIAREGGIO. C’è un termine tipico dello spagnolo sudamericano con cui gli argentini si riferiscono alla telecronaca della sfida con l’Inghilterra ai Mondiali di calcio del 1986, quella del "barrilete cósmico" (aquilone cosmico) coniato da Víctor Hugo Morales per il gol del secolo di Diego Maradona: "relato". La traduzione in italiano corrisponde a qualcosa come storia, racconto, narrazione: non una mera cronaca, ma qualcosa di più profondo, emozionale. E anche il Carnevale di Viareggio ha i suoi relatores nelle emittenti televisive locali. Paragonabile a un Nando Martellini o a un Bruno Pizzul, Massimo Mazzolini racconta la magia dei corsi mascherati da una vita.
«La prima diretta dai viali a mare risale al 1977 con Tele Toscana Nord - ricorda lui, che oggi è invece la voce di Noi Tv Versilia - ero a fianco di colui che considero il mio maestro, Paolo Tambini: con me c’erano anche Beppe Volpi e Maurizio Giannecchini». Da quasi mezzo secolo la magia si ripete ogni anno: «È come a teatro, l’attore che recita lo stesso monologo lascia tuttavia sensazioni sempre diverse. E qui accade la stessa cosa: dopo i tre colpi di cannone un corso mascherato non è mai uguale a quello precedente, c’è qualcosa di nuovo da raccontare». Le emozioni non sono mancate: «Ho pianto tre volte, l’ultima delle quali lo scorso Giovedì Grasso quando ho visto entrare il carro dei fratelli Cinquini in piazza Mazzini sulle note di "Imagine": l’ho pure rivelato in diretta. E poi mi sono commosso davanti a carri come "Migranti" di Alessandro Avanzini e "Non ti scordar di me" di Franco Malfatti, uno dei messaggi più belli usciti dai viali a mare».
Il suo "bordocampista", se così vogliamo chiamarlo, è Federico Conti, colui che sta in mezzo alla folla in piazza Mazzini: «Lì vivi il Carnevale all’ennesima potenza - dice Conti - le situazioni peggiori sono quando piove e tira vento: provi a intervistare i carristi, ma sono comprensibilmente arrabbiati e in pochi hanno voglia di parlare. Quest’anno i tormentoni del FantaCarnevale hanno portato un po’ di freschezza e novità, ci hanno dato un bell’assist e sono stati un grande stimolo».
Da una tv all’altra, da Noi Tv a 50 Canale e in particolare 50 News Versilia che in tanti chiamano per semplicità "dall’Altemura" perché associano l’emittente al volto di Gabriele Altemura: «Questo canale dedicato alla Versilia è nato nel 2013 e tre anni dopo ho fatto la prima telecronaca per loro dai viali a mare - racconta Altemura - cerco sempre di essere poco tecnico e molto passionale: mi lascio coinvolgere dal clima di festa che raccontiamo per poi trasmetterlo a chi ci segue».
Un aneddoto divertente? «Un anno il vento era talmente forte che per poco non volò via il nostro gazebo in piazza Mazzini: con una mano lo tenevo fermo, con l’altra reggevo il microfono. Ma da casa nessuno si accorse di niente». A fargli da spalla c’è Andrea Montaresi: «Sono sempre in mezzo alla bolgia, e credo che sia un onore presentare uno spettacolo unico al mondo come il nostro Carnevale. I carristi spesso non capiscono quello che chiediamo al momento di intervistarli, a causa della confusione, e allora ti mettono il braccio sulle spalle per sentire meglio: mi piace questa forma di contatto, tant’è che mi sono rimasti impressi gli abbracci e i sorrisi di Gilbert Lebigre, sempre disponibile quando entrava con il carro in piazza Mazzini».
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