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Camaiore, Erra esce da Fratelli d'Italia: «Mi sento deluso e vi spiego il perché»

Gabriele Buffoni
Camaiore, Erra esce da Fratelli d'Italia: «Mi sento deluso e vi spiego il perché»

Una scelta arrivata dopo settimane «di attesa e di riflessioni», ma che sembrava nell’aria dai giorni successivi a quell’improvviso passo indietro per rappresentare il partito alle trattative per il candidato sindaco del centrodestra

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CAMAIORE. Riccardo Erra lascia Fratelli d’Italia. L’ormai ex capogruppo del partito di Giorgia Meloni nel consiglio comunale di Camaiore ha infatti comunicato ieri al coordinatore cittadino Andrea Fornari la sua decisione irrevocabile di abbandonare la sua posizione interna a FdI. Una scelta arrivata dopo settimane «di attesa e di riflessioni», spiega Erra, ma che sembrava in realtà nell’aria fin dai giorni successivi a quell’improvviso passo indietro che da nome in pole position per rappresentare Fratelli d’Italia al tavolo delle trattative con il resto del centrodestra lo vide finire nascosto nelle retrovie. Sancendo una rottura diventata insanabile con il passare dei giorni. «Non ho preso questa decisione per ripicca verso il partito, ma perché fondamentalmente sono una persona moderata. E qui non c’è spazio per i moderati – dichiara rammaricato – quando due anni e mezzo fa sono entrato a far parte di Fratelli d’Italia confidavo che la leadership di Giorgia Meloni portasse il partito più verso una posizione di centro che non verso una frangia reazionaria degli elettori. Così non è stato».

C’è però anche una componente fortemente personale in questa fuoriuscita destinata a far discutere (specialmente a pochi giorni da una nuova riunione dei partiti di centrodestra per scegliere un candidato unitario alle amministrative) . «Non ho mai chiesto niente alla politica, l’ho sempre fatta per passione. Ma Fratelli d’Italia non mi ha mai riconosciuto niente – spiega Erra – e questo nonostante dal mio ingresso mi sia speso, continuando la mia opera di opposizione seria e costruttiva, per dare visibilità e solidità al partito. Quando mesi fa ci siamo messi al tavolo con gli altri capigruppo dei partiti di centrodestra per organizzarci e scendere in campo come un fronte unitario alle elezioni, gli accordi erano di scegliere tra Marcello Mancini, Riccardo Micheli e me in quanto rappresentanti dei rispettivi partiti in consiglio comunale: e tutti erano pronti a confluire su chi fosse stato scelto. Probabilmente avremmo risolto l’impasse in breve tempo, e non ci sarebbe stata tutta l’incertezza che si respira oggi». Così non è stato e la scelta di Fratelli d’Italia alla fine è ricaduta su Claudia Bonuccelli. «Non ho niente contro Claudia, persona che rispetto – precisa Erra – ma la scelta è arrivata dall’alto. Presumo dai vertici provinciali o addirittura regionali. Senza riconoscere chi negli ultimi anni ha svolto per il partito un lavoro serio e competente sul territorio. Se mi sono sentito tradito? No, perché probabilmente non avrei avuto modo di spendermi come candidato sindaco. Ma deluso sì, per le modalità con cui questa scelta è avvenuta». Con la sua uscita da FdI, in consiglio comunale il partito di Meloni perde la sua rappresentanza. «Io rimarrò fino alla fine, continuando il mandato che mi hanno affidato i cittadini. Con questa decisione mi sono tolto un peso dalle spalle. Chi sosterrò in campagna elettorale? Attenderò di capire chi sarà il candidato del centrodestra, anche se credo che ormai il tempo limite per essere davvero competitivi alle urne sia passato. Di certo – conclude – gli unici due nomi che ritengo davvero in grado di governare Camaiore sono Marcello Mancini e Marcello Pierucci».



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