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Manifestazione in Passeggiata, Viareggio dice no alla guerra. Don Luigi: «Fedeli in piazza»
Presidio nel pomeriggio di sabato 26 febbraio in piazza Campioni in Passeggiata per dire “No alla guerra” tra Russia e Ucraina, organizzato da Anpi Viareggio e da “Porti aperti”
Viareggio. Presidio nel pomeriggio di sabato 26 febbraio in piazza Campioni in Passeggiata per dire “No alla guerra” tra Russia e Ucraina, organizzato da Anpi Viareggio e da “Porti aperti” associazione che da anni raccoglie le sensibilità civiche, politiche e personali schierate in favore di coloro che fuggendo da guerre e da persecuzioni cercano altrove salvezza e semplicemente condizioni per vivere una vita degna di questo nome.
All’iniziativa hanno preso parte anche altre associazioni locali, come “Spazio Progressista” che è vicina ai popoli che oggi guardano il cielo e vedono le bombe. E ai popoli che, con coraggio, sfidano la repressione per chiedere la pace. Per manifestare contro un atto di guerra che nega il principio dell’autodeterminazione dei popoli e fa precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale”.
Tante bandiere della Pace e cartelli che invitano a cessare il fuoco e “ No alla guerra”. Tra i partecipanti anche esponenti della politica locale e tra i tanti che hanno aderito a questa iniziativa, anche Don Luigi Sonnenfeld parroco della chiesina dei pescatori in Darsena, sempre molto sensibile a situazioni come queste che si stanno vivendo a pochi chilometri da noi e in prima linea fianco sempre di chi soffre, ed ha bisogno di aiuto e di sostegno. Ha voluto così esprimere il suo pensiero in merito a quello che sta accadendo pubblicando poche, ma significative righe sul suo profilo di facebook.
«Sto pensando – scrive – che sarebbe stato molto bello se il vescovo (di Lucca in questo caso) avesse invitato (come ha fatto) i fedeli convergere in cattedrale per pregare per la pace in queste ore così terribili. Ma, nello stesso tempo, avesse invitato gli stessi fedeli a convergere anche nelle piazze dove la gente si ritrova per manifestare e invocare la pace. Lo dico come cristiano, come prete. Perché la pace non è solo un bene spirituale, ma, nella sua costruzione di relazione umana, è principalmente un obiettivo politico. Restiamo umani, è un obiettivo per tutti. Da onorare, salvaguardare, promuovere insieme».
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