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Versilia

I borghi versiliesi fuori dai fondi Pnrr, ma Stazzema ora spera per il “turismo lento”

Gabriele Buffoni
I borghi versiliesi fuori dai fondi Pnrr, ma Stazzema ora spera per il “turismo lento”

In corsa c’erano Sant’Anna, Gombitelli e Cerreta Sant’Antonio, ma i venti milioni per riqualificare i paesi spopolati vanno ad Arezzo. Verona: «Pronto il progetto da 2,5 milioni per il nuovo bando»

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VIAREGGIO. La Versilia resta a bocca asciutta. I borghi di Sant’Anna di Stazzema, Gombitelli (nel comune di Camaiore) e Cerreta Sant’Antonio (a Seravezza) non sono stati scelti dalla direzione cultura della Regione per ottenere i venti milioni di euro di fondi Pnrr messi a disposizione dal Ministero della cultura. Obiettivo del bando, la riqualificazione di borghi storici spopolati o in via di spopolamento. Con uno limite: al maxi-finanziamento previsto avrebbe potuto accedere – a discrezione della Regione – un solo borgo. Nessun frazionamento del contributo quindi tra i 42 comuni partecipanti (tra cui i tre versiliesi) : da Palazzo Pegaso la scelta è ricaduta il borgo di Castelnuovo in Avane, nel comune di Cavriglia (in provincia di Arezzo) .

«Si è trattato di un intervento incredibilmente fuori scala – commenta il consigliere delegato alla partecipazione di Camaiore Iacopo Menchetti, tra i promotori del progetto (che prevedeva una spesa di oltre 18 milioni di euro) per la frazione di Gombitelli – concentrare così tante risorse su un unico borgo significa certamente permettere la realizzazione di un piano dettagliato e ampio di recupero, ma lascia scoperti tutti gli altri partecipanti che avrebbero comunque bisogno di interventi e finanziamenti improntati. Il contributo avrebbe potuto essere indubbiamente distribuito meglio: quello che mi auguro, e che le parole del presidente Eugenio Giani lasciano intuire, è che anche gli altri progetti presentati e non giudicati degni di vincere il bando saranno presi in considerazione per altri bandi e finanziamenti da parte della Regione. Poco importa se i tempi saranno più dilatati – spiega – l’importante è che alcuni interventi di maggiore priorità, come ad esempio quelli infrastrutturali, possano essere inseriti in una programmazione». Il bando a cui hanno partecipato i tre centri versiliesi era però soltanto uno – il più ricco – dei due predisposti dal Ministero per la valorizzazione e il recupero dei borghi storici. Da Roma infatti hanno stabilito un’altra linea di finanziamento: si tratta di un bando che prevede per la Toscana 36, 5 milioni di euro (per un contributo massimo di un milione e 600mila euro da erogare a più di venti centri nell’intera regione) e con scadenza il 15 marzo, ma a cui potranno partecipare solo i comuni con meno di 5mila abitanti

. Tagliati fuori quindi Camaiore e Seravezza, a cogliere la palla al balzo e partecipare anche a questo bando per la Versilia resta il Comune di Stazzema che ha deciso di preparare un progetto (per un importo complessivo di due milioni e mezzo di euro) per la valorizzazione dei percorsi di “turismo lento”: si tratta perciò di promuovere un’offerta di turismo più sostenibile, prendendo in considerazione l’impatto sull’ambiente, sulla comunità e sull’economia locale.

«Il progetto che stiamo preparando – commenta il sindaco Maurizio Verona – cerca di creare un racconto del nostro territorio che possa basarsi su nuove modalità di accoglienza e soddisfare un turismo diversificato ma che abbia come filo conduttore la qualità del soggiorno, il benessere ma anche storia, territorio, enogastronomia ed escursionismo. Negli ultimi anni si è creato un patrimonio pubblico che oggi non è più utilizzato per accogliere i ragazzi delle scuole ma che può essere adibito ad accoglienza per lo sviluppo del turismo montano. Per questo abbiamo concluso già degli accordi per il recupero delle ex scuole di Arni e di Farnocchia così come di altri spazi pubblici oggi non più funzionali allo sviluppo della comunità». Oltre a questo, il progetto stazzemese riguarderà anche la valorizzazione del turismo escursionistico legato alle vicende storiche della seconda guerra mondiale (da collegare anche al Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna) , la riqualificazione dell’area del Col del Cavallo con un percorso del ricordo dell’alluvione del 1996 a Cardoso e la creazione di percorsi per il tempo libero e lo sport nell’area di Retignano.
 

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