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Camaiore, scoppia la polemica per i passi carrabili: «Creano disparità fra i cittadini»
La protesta: «Fanno un marciapiede davanti a casa e impongono la tassa» Risponde la polizia municipale: «Non è un balzello ma un obbligo di legge»
CAMAIORE. Controlli a tappeto per la regolarizzazione dei passi carrabili. Dopo le frazioni di Lido e Capezzano Pianore, la polizia municipale di Camaiore si è ormai spinta fino al capoluogo. Dove nei giorni scorsi ha iniziato a presentarsi casa per casa.
«Si sono presentati due agenti a casa mia pochi giorni fa con tanto di modulo per presentare richiesta del passo carrabile – racconta Nicola Bonuccelli, coach del Vela Basket e residente proprio a Camaiore, in località Frati – facendomi notare che avendo l’auto parcheggiata dentro casa e mi sarei dovuto mettere in regola: un anno fa circa infatti ci sono stati i lavori per la messa in sicurezza della via Provinciale ed è stato previsto un marciapiede».
Da qui, secondo il codice della strada, la necessità del passo carrabile: laddove infatti il posteggio del mezzo richieda la necessità di superare con un veicolo un “manufatto pubblico” (come una pista ciclabile o, appunto, un marciapiede) è necessario prevederlo. Con tanto di opportuna cartellonistica e pagamento della quota.
«Dovrò pagare 20 euro al metro più una quota di 20 euro, visto che è la prima volta che ne faccio richiesta, e 16 euro di marca da bollo – spiega Bonuccelli – ma non è una questione di soldi: alla fine si parla di una quarantina euro all’anno per quanto mi riguarda. È il principio: perché per entrare a casa mia, dovendo attraversare un marciapiede che per quanto ben fatto non ho mai chiesto, devo pagare una tassa? Sembra il famoso “fiorino” del film di Troisi e Benigni “Non ci resta che piangere”. Per giunta chi ha invece il cancello a diretto contatto con la strada non deve sottostare a questo obbligo, generando solo disparità tra gli abitanti».
Una vicenda che a molti può ricordare quanto accaduto nel vicino comune di Massarosa solo pochi anni fa. Anche se in realtà «è tutta un’altra questione – spiega il comandante della polizia municipale di Camaiore Claudio Barsuglia, – in quel caso si trattava di apertura di accessi carrai, qui invece si tratta di regolarizzare una situazione diffusa in tutto il nostro territorio comunale. Una tassa che grava sui cittadini? Ma quale ulteriore balzello, si tratta solo di un’azione preventiva che abbiamo intrapreso e che su Lido e Capezzano Pianore ha già portato a dei risultati». Nelle due frazioni infatti nei mesi scorsi i vigili si sono già attivati.
«Proprio perché non lo facciamo semplicemente per “battere cassa” – spiega il comandante della municipale – abbiamo avviato un’operazione di sensibilizzazione alla cittadinanza, andando a controllare quelle situazioni in cui secondo il codice della strada è obbligatorio prevedere il passo carrabile. E proprio in questi casi abbiamo pensato bene di avvisare i proprietari, fornendo addirittura il modulo per fare richiesta, della necessità di mettersi in regola. Avremmo potuto fare subito il verbale, ma non era il nostro scopo». Secondo quanto riportato dalla polizia municipale, le sanzioni – una novantina tra Lido e Capezzano Pianore – sono arrivate solo a chi, dopo 60 giorni, ancora non aveva regolarizzato la propria situazione. E non si tratta solo di abitazioni: anche negozi e attività commerciali, se prevedono un posteggio auto che richiede il passaggio attraverso una pista ciclabile o un marciapiede, sono tenuti a prevedere il passo carrabile.
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