Il Tirreno

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Carnevale di Viareggio

Carnevale di Viareggio, nelle mascherate di gruppo il trionfo di fantasia e creatività

Simone Pierotti
Carnevale di Viareggio, nelle mascherate di gruppo il trionfo di fantasia e creatività

Favole, satira politica e l’omaggio ai grandi della storia. Ecco i nove protagonisti delle cosiddette costruzioni minori

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VIAREGGIO. Per una volta compiamo un gesto “rivoluzionario” – passateci il termine: si parla pur sempre di Carnevale. Non era mai capitato che presentassimo le mascherate di gruppo prima dell’inizio dei corsi mascherati. Lo facciamo volentieri perché siamo convinti che le cosiddette costruzioni minori siano certamente inferiori ai carri per dimensione ma non certo per importanza: anche loro contribuiscono allo spettacolo che andrà in scena per sei volte da qui al 12 marzo sui viali a mare. E sempre eccezionalmente non ve li presentiamo a mo’ di scheda fredda e anonima, ma facendo una panoramica generale su tutti i temi.

Partiamo dal campione in carica Edoardo Ceragioli che gioca in casa con “Piazza delle Paure” e interpreta con la cartapesta gli amici tribolati di un’eccellenza della cultura viareggina come l’artista e scrittore Lorenzo Viani. Peraltro, “Piazza delle Paure” è il nome con cui i viareggini indicano piazza Garibaldi dove si trova il monumento ai caduti realizzato (anche) dallo stesso Viani.

Stefano Di Giusto, secondo classificato della passata edizione, si presenta invece con “Armercato”, amara satira sull’industria delle armi, che vede l’Italia tra i principali esportatori mondiali, e immagina appunto un mercato in cui la vendita di pistole sia libera. Le conseguenza, va da sé, sarebbero devastanti. Più filosofico il tema scelto da Matteo Raciti, arrivato al terzo posto lo scorso ottobre: con “Qui è ora” ci invita a vivere intensamente il presente senza ripiegarci sul passato o preoccuparci per il futuro. Dal “hic et nunc” al “hic est nunc”, per dirla con i latini, in una mascherata che vivrà anche di commistioni con il teatro e di interazione con il pubblico.

Giampiero Ghiselli e Maria Chiara Franceschini puntano sulla satira politica e concorrono “In carrozza si riparte”, in cui il premier Mario Draghi si mette alla guida della locomotiva Italia. Il giovane Silvano Bianchi con “I have a dream” rende omaggio a chi ha lottato per rivendicare i diritti civili scegliendo la strada della non-violenza: spazio dunque a Martin Luther King, a Gandhi, a Nelson Mandela e a Madre Teresa di Calcutta.

Libero Maggini da una parte e Giacomo Marsili dall’altra si ispirano, poi, a grandi nomi della musica e della drammaturgia: con “Perché sei un essere speciale” il primo cita “La cura” di Franco Battiato per invitarci a non trascurare il nostro pianeta e il suo ecosistema, mentre il “Finale di partita” del secondo con la grande scacchiera della vita rimanda all’opera di Samuel Beckett.

In “In bocca al lupo” di Roberto De Leo e Vania Fornaciari l’animale predatore diventa un amico di Cappuccetto Rosso e ci accompagna all’interno del bosco in un percorso che in realtà ci porta verso la conoscenza di noi stessi e di un nuovo rapporto con la natura.  Michele Canova, infine, ci regala con “Vinyago” una bella carrellata di maschere diverse per stili, colori e forme in quanto riconducibili a diversi popoli e culture. Maschere che «hanno avuto nel tempo una funzione rituale e cerimoniale molto forte nelle tradizioni dei popoli dell’Africa» ci dice il costruttore. E proprio le maschere, quest’anno più di altre volte, avranno il non facile compito di allontanare il male e la sofferenza degli ultimi due anni.
 

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