Sicurezza
Veronica ed Erika, le star di Sanremo: chi sono le sorelle viareggine de La Rappresentante di Lista che stanno conquistando l'Italia
VIAREGGIO. Sanremo «diventa per un po’ come percezione una bolla, adesso invece è la vita vera: la canzone entra nella quotidianità, anche nostra, non solo dell’altra gente, vive per le strade». Nel dirlo al Tg1 delle 20 di domenica, tradendo le origini toscane per come pronuncia la c e la g, Veronica Lucchesi sembra non stupirsi quasi più del successo oltremisura di “Ciao ciao”, eletto a ragion veduta uno dei tormentoni del Festival a dispetto del settimo posto. La popolarità de La Rappresentante di lista (fondato nel 2011 assieme a Dario Mangiaracina dalla cantante cresciuta all’ex Campo d’Aviazione ma nata a Pisa nel 1987, gruppo di cui fa parte pure la sorella Erika), già aumentata lo scorso con “Amare”, brano anch’esso presentato a Sanremo (valso l’undicesima posizione), è schizzata alle stelle con l’ultima hit che tutti ballano e cantano.
Guai a definirla solo cantante: è infatti un’artista poliedrica (anche nel look), versatilità mostrata sin dagli inizi del suo vissuto, e non solo professionale: durante gli anni delle medie (alle Jenco) e delle superiori (al liceo scientifico Barsanti&Matteucci) ha frequentato la scuola di danza moderna e hip-hop diretta da
Annarosa Petri, oltre a uno stage con il coreografo Mauro Astolfi.
La passione per il ballo l’ha accompagnata fin da bambina, quando il nonno la metteva sul tavolino e lei dava così sfogo alla sua creatività. In parallelo stava sviluppando quella per la musica: papà Fabrizio faceva ascoltare a lei e a sua sorella Erika cassette e vinili di ogni genere musicale e dopo lei provava a riprodurre con la voce le melodie che più la colpivano. Ogni occasione era buona per cantare, comprese le feste di famiglia. Le veniva naturale.
Come da ragazza, quando con il suo gruppo suonava brani rock, su tutti quelli di Janis Joplin, al Corsaro Rosso in Darsena o al Gob a Bicchio: le prime esibizioni di fronte a un pubblico. E poi il tour in giro per l’Italia come corista nel musical Jesus Christ Superstar Rockopera. Ma per la formazione di Veronica Lucchesi fondamentale è stato il teatro. A partire dai corsi al Piccolo Teatro della Versilia diretto da Federico Barsanti. Ed è proprio il motivo per cui nel 2009 si è trasferita a Palermo, intenta a seguire un corso della regista Emma Dante.
È durante la preparazione di uno spettacolo che lei e Dario Mangiaracina si sono conosciuti, facendo confluire, nel 2011, i rispettivi percorsi ne “La Rappresentante di lista”: per poter votare per il referendum per il nucleare, Veronica si improvvisò, appunto, rappresentante di lista. L’episodio, per quanto bizzarro, diede origine al nome del gruppo. Che dalla sua nascita ha pubblicato quattro album in studio e uno live (oltre a un libro, “Maimamma”, uscito lo scorso novembre), riuscendo a intercettare un pubblico trasversale e vedendo crescere il proprio successo con le due partecipazioni a Sanremo precedute dall’apparizione nel 2020, al fianco di Rancore e Dardust, proponendo la cover di “Luce”, brano di Elisa.
Tra i ricordi d’infanzia Veronica Lucchesi ha spesso rammentato le giornate trascorse al bar-gelateria di famiglia, il Prati, per decenni punto di riferimento della Passeggiata. Tanto basta per certificare le sue origini viareggine. Non tragga in inganno, in tal senso, la scelta di inserire nel testo di una canzone “Via degli uomini”, vecchia strada di Pedona. Anche da lì hanno fatto il tifo per lei a Sanremo.
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