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Carnevale di Viareggio

Carnevale di Viareggio, sul carro di Borri il sogno di una vita senza Covid con la musica di Vasco

Simone Pierotti
Carnevale di Viareggio, sul carro di Borri il sogno di una vita senza Covid con la musica di Vasco

Per la sua nuova costruzione di seconda categoria propone un “carro di doppi auguri”: per la fine della pandemia e per il compleanno del Blasco

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VIAREGGIO. Dentro ognuno di noi si cela il sogno che la pandemia passi e la vita ritorni alla normalità. Perché sì, alla fine desideriamo solo questo: una vita normale, una vita senza più il Covid. E proprio questo è il titolo scelto da Priscilla Borri per la sua nuova costruzione di seconda categoria: “Voglio una vita decovizzata”. Il richiamo, lo avrete già intuito, è a una famosa canzone di Vasco Rossi ed è tutt’altro che casuale: sul carro della vicecampionessa in carica ci sarà anche lui, in versione cartapesta.

IL TEMA

Più facile da spiegare non potrebbe essere, il soggetto scelto da Borri: «Tutto nasce dalla situazione attuale di restrizioni che stiamo vivendo – ci dice – abbiamo vissuto un cambiamento radicale delle nostre abitudini: da troppo tempo ci è stato precluso di abbracciarci a un concerto o a una festa in spiaggia, così come ai ragazzi è stato impedito di andare a ballare in discoteca e divertirsi». A Priscilla Borri, nello specifico, piaceva l’idea «di fare un enorme Coronavirus, un mascherone gigante rosso da far sfilare ai corsi mascherati: finora non l’aveva fatto nessuno». Da lì è arrivata a Vasco Rossi: «Cercavo qualcosa, o qualcuno, che fosse attinente alla mia idea e volevo un personaggio legato al mondo della musica: alla fine ho focalizzato l’attenzione su di lui, le sue canzoni parlando di libertà ed è un cantante che ha sempre fatto registrare il pienone ai concerti». E l’assurdo, secondo Borri, è che «la vita spericolata che cantava allora è quella normale di oggi». Viene da dare una seconda chiave di lettura, e cioè che questo sia un carro che fa da megafono al grido di allarme dei lavoratori del mondo dello spettacolo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia: «La pandemia da coronavirus ha messo tutti a dura prova e loro più di altri – prosegue Borri – se in Italia non si organizzano più concerti non si penalizzano solo i cantanti, ma anche e soprattutto chi lavora dietro le quinte: la situazione si è fatta davvero grave».

IL CARRO

Lei stessa lo definisce “un carro di auguri”. Anzi, di doppi auguri – «che la pandemia finisca presto, ma anche per il compleanno del cantante» che pochi giorni fa ha spento le settanta candeline. E proprio il rocker di Zocca ha condiviso sui propri social un piccolo video in cui Borri spiega il significato della costruzione e mostra la caricatura di Vasco Rossi. «Sono davvero contenta, ha dato considerazione al mio lavoro» aggiunge lei. E veniamo al carro: al centro c’è questa grande particella di Coronavirus che si spalancherà: da qui esce il volto del cantante emiliano («Ovviamente è lui ma non a tinte naturali»). La scenografia si completa con tante piccole semisfere più scure che esplodono, ma soprattutto con un pianale che sulla parte anteriore farà da palcoscenico: qui si esibirà La combriccola del Blasco, cover e tribute band toscana nata nel 1990 in provincia di Firenze e formata oggi da sette elementi. «Faranno un po’ di spettacolo e animazione e naturalmente canteranno un ampio repertorio di Vasco Rossi, alternandosi di tanto in tanto con il dj che metterà altre sue canzoni: sai com'è, tre ore di sfilata sono tante, ogni tanto dovranno rifiatare». Allora ecco perché sono state montate le americane – nome tecnico dei tralicci in alluminio che si usano per allestire i palchi ai concerti… Non è difficile immaginare da cosa saranno vestite le maschere: «Devo dire che sono abbastanza gasate: ci sono tanti suoi fan contenti di partecipare. Saranno tutti con abiti in pelle e in testa la bandana o il cappellino, quindi il tipico look da concerto di Vasco». Concerto di Vasco che, peraltro, andò in scena anche a Viareggio il 6 agosto 1985 allo stadio dei Pini. Non sarà esattamente come trentasette anni fa, ma l’impressione è che ci si divertirà comunque.

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