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Versilia

Pietrasanta, finanziato il museo Mitoraj ma per l’inaugurazione non ci sono tempi certi

Luca Basile
Pietrasanta, finanziato il museo Mitoraj ma per l’inaugurazione non ci sono tempi certi

Con i recenti 3,5 milioni di euro assegnati dal Ministero della cultura la dote complessiva è di ben 8 milioni di euro: 5,5 dal Ministero dei deni culturali, 1 milione dalla Regione, 1,5 milioni di euro dal Comune

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PIETRASANTA. Piove denaro sul museo Mitoraj: con i recenti 3, 5 milioni di euro assegnati dal Ministero della cultura la dote complessiva è di ben 8 milioni di euro: 5,5 dal Ministero dei deni culturali, 1 milione dalla Regione, 1, 5 milioni di euro dal Comune di Pietrasanta. Risorse che consentiranno la realizzazione dello spazio espositivo sulle ceneri dell’ex mercato comunale di via Oberdan, andando a finanziare i due distinti lotti di interventi. Il polo museale dedicato all’artista polacco – cittadino onorario di Pietrasanta – è infatti rientrato infatti tra i 38 progetti contenuti nel Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” che ha ricevuto oggi il parere favorevole della Conferenza Unificata Stato-Regioni: da qui l’ultima tranche da tre milioni e mezzo di euro. «Siamo orgogliosi di questa ulteriore assegnazione da parte del Governo, siamo tra gli unici quattro comuni in Toscana» le parole del sindaco Alberto Giovannetti che ha poi ringraziato, nell’ordine, il ministro Dario Franceschini, il senatore Massimo Mallegni e il presidente della Regione Eugenio Giani.

Insomma i soldi per realizzare il museo, valorizzare le opere di Mitoraj, allestire altre mostre a carattere temporaneo e nuove gallerie e ampliare lo spazio espositivo dagli originari 830 metri quadrati ai previsti 2087 metri quadrati, quindi ci sono: il problema è che, ad oggi, poco o niente è dato sapere su quando il museo aprirà, finalmente, al pubblico. A onor del vero doveva essere inaugurato nel 2019, poi lo slittamento al 2020, poi all’estate 2021 e poi, ultimo tagliando, il prossimo mese di giugno. Niente da fare, tutto rimandato di nuovo. A quando? «I lavori del primo lotto sono sostanzialmente in pari (rispetto alla programmazione iniziale) quindi potremmo azzardare – fanno sapere dal Comune – anche un “fine estate 2022» per la loro conclusione, salvo imprevisti; per quelli del secondo lotto le tempistiche vanno ancora definite».

In realtà il primo e il secondo lotto di interventi potrebbero anche prendere strade separate e quindi l’idea di un taglio del nastro nel prossimo ottobre, teoricamente, non sarebbe così impossibile. Se invece, come sembra più logico, bisognerà prima attendere il completamento del secondo lotto di lavori – durata un anno – di vernissage e calici al cielo torneremo a parlare non prima dell’estate 2023. Insomma, tempi discretamente lunghi.

Altro capitolo che innesca pensieri tutt’altro che rasserenanti è quello relativo ai costi di gestione del museo: si parla di circa 700mila euro l’anno. Una cifra da brivido e da spiegare nel dettaglio, se confermata. E chi metterà tutti questi soldi? Regione e Ministero sarebbero pronti a garantire 200 mila euro complessivi: restano, o resterebbero, mezzo milione di euro. Da qui il grande freddo, dei mesi scorsi, fra il sindaco Giovannetti e Regione e Ministero.

La situazione, però, negli ultimi tempi, sembra essersi rasserenata. Il Comune è in attesa di tutte le documentazioni da portare, poi, in sede consiliare prima dello sbarco davanti al notaio per le firme da parte di coloro che faranno parte della Fondazione. Come a dire che la strada è in discesa, anche su questo fronte. Visti i precedenti, però, leggi rinvii, polemiche e muscolari prese di posizione, la cautela era e resta doverosa.



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