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I contagi in Versilia scendono (ma lentamente): «Serve attenzione, prudenza al chiuso» - I dati

Federico Lazzotti
I contagi in Versilia scendono (ma lentamente): «Serve attenzione, prudenza al chiuso» - I dati

Nell’ultima settimana 1.800 nuovi positivi: un terzo in meno rispetto al picco della quarta ondata a metà gennaio. In ospedale 61 persone ricoverate: «Il profilo del paziente è un 55enne no-vax convinto che non avrà conseguenze E spesso infetta genitori anziani»

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VIAREGGIO. I contagi in Versilia diminuiscono. Ma lo fanno lentamente, lungo una discesa non ripida, purtroppo, ma per fortuna costante. Per dimostrarlo basta mettere a confronto due dati su tutti: i nuovi positivi nella settimana nera di questa quarta ondata – tra il 9 e il 15 gennaio – e quelli degli ultimi sette giorni. Nel primo caso, nei sette comuni della Versilia si arrivò a superare i tremila contagiati, con punte di oltre cinquecento positivi in un solo giorni e tassi che sfioravano i 1. 900 per centomila abitanti (la soglia di tolleranza è 250).

Oggi – e lo dimostra anche il nuovo decreto del governo che alleggerisce le restrizioni da sabato – c’è un clima diverso: tra il 2 febbraio e la giornata di ieri in Versilia 1.800 persone hanno contratto il coronavirus. Dunque una diminuzione di oltre il trenta per cento rispetto alla settimana del picco. Numeri incoraggianti ma che non devono far abbassare la guardia, come spiega Alessandro Campani, direttore sanitario del distretto Asl della Versilia.

«È chiaro – ammette – che con i volumi di contagio che ci sono non ci si può aspettare un calo brusco. Noi come operatori stiamo alla finestra a guardare, sperando che i numeri diminuiscono ancora». La riflessione è semplice: «Tra quelli che hanno contratto il virus e le persone vaccinate si spera che questo sia il segnale della chiusura di questa ondata. La domanda che tutti si fanno è semplice: “Quanto ci vorrà? La risposta è che non lo possiamo sapere. Perché rispetto alle ondate precedenti dove eravamo in lockdown, adesso è tutto aperto. Dunque le tempistiche sono diverse. Sicuramente con le chiusure e l’isolamento la dinamica della discesa della curva è più rapida».

Ecco perché l’appello è quello di fare attenzione, e di non pensare che il problema sia alle spalle: «Servono accorgimenti negli ambiti chiusi: mascherine e distanziamento. Dopodiché – va avanti – se qualcuno avesse dei dubbi il miglior modo è quello – per chi non lo ha fatto – di vaccinarsi. Perché è ormai certo che la diffusione del virus non si blocca ma i ricoveri sì». È proprio questo l’ultimo e il più importante timore del direttore del distretto Versilia. Perché nonostante il calo dei contagi resta alto il numero delle persone ricoverate nel reparto Covid del Versilia: 61 gli ospedalizzati di cui cinque in terapia intensiva.

«Il profilo di chi ha bisogno di cure mediche – va avanti Campani – persone intorno ai 55 anni, no-vax, che convinti delle loro ragioni ritardano anche l’arrivo in ospedale per dimostrare che il Covid non è pericoloso. Si tratta – conclude – di soggetti che molto spesso vivono o frequentano genitori anziani che convincono a non vaccinarsi. E questo spesso porta al ricovero di intere famiglie: il figlio, insieme a padre e madre anziani».

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