Gioco
«L’hai sentito il tremoto? Bao». L’autore della foto che spopola sui social: ironia e vernacolo contro la paura
Luca Guidi, autore e scrittore racconta l’idea dopo il sisma che ha colpito la Versilia domenica 6 febbraio: «L’ho fatta di getto, felice delle condivisioni, anche di quella del sindaco»
VIAREGGIO.Nei fotomontaggi realizzati e condivisi su Facebook da Luca Guidi le due statue di Mitoraj collocate nel primo tratto di spiaggia di fronte al Belvedere delle Maschere si scambiano battute, rigorosamente in viareggino, discutendo anche di quanto accade in città. Compreso il terremoto – o meglio, il “tremoto”, come dice Ikaro Blu quando chiede a Ikaria Grande se l’ha sentito e lei che, sdraiata sull’arenile, gli risponde «Bao».
Il successo dell’immagine è stato amplificato dalla ripubblicazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro sulla propria pagina Facebook. «Prima sono rimasto interdetto, poi ho pensato che una delle cose belle di Viareggio è che qualcuno riesce sempre a sdrammatizzare», la sua riflessione a corredo, comprendendo l’intenzione dell’autore.Lui, Guidi, racconta di aver creato il fotomontaggio «di getto»: di fatti l’ha pubblicato a neppure mezz’ora dalla scossa di 3.7 gradi di magnitudo della scala Richter – registrata nella notte tra sabato e domenica, alle 2. 36 – che ha spaventato la Versilia e non solo.
«Stavo dormendo quando ho sentito un boato fortissimo e mi sono svegliato di soprassalto. Di solito non ho paura, stavolta invece sì, almeno un po’». Guidi, autore e scrittore, l’ha esorcizzata con l’immagine ricondivisa da centinaia di persone di ogni età su Facebook e Instagram. «Quelle due statue, al di là della loro indiscutibile bellezza, sono ormai parte del nostro retaggio. Io cerco di farle parlare da un po’ di tempo in modo leggero e scanzonato, come sono io». Lo definisce un «divertimento», che nasce «dal bisogno di concedersi qualche risata, di non prendere le cose troppo sul serio, soprattutto dopo due anni di pandemia».
C’è poi un altro aspetto che ha stimolato Guidi nell’ideazione dei fotomontaggi. «Il vernacolo viareggino, ormai, non lo si parla quasi più. Un Carnevale così triste non l’ho mai visto: ci sono i corsi mascherati, certo. Ma tutto il resto? Niente rioni, niente canzonette. Una volta per trovare un biglietto per quelle del Casani, del Malfatti o del Morganti, si arrivava quasi alle mani. Questo progressivo distacco dal folklore e dalle tradizioni locali genera un clima di tristezza e eccessiva serietà».
All’indomani della fotocomposizione ripubblicata dal sindaco, Guidi ne ha proposta un’altra, in cui Ikaro Blu dice a Ikaria Grande: «Hai visto, anche il Ganghero c’ha postato» e lei replica con un laconico «Aimmè». E poi un’altra vignetta, in cui Del Ghingaro si chiede: «Ah, era di Luca PB Guidi la vignetta del tremoto?», spiegando ai cittadini, definiti ironicamente «Cari viareggesi», che «m’han clonato il profilo (nadra tera)».
«La ricondivisione da parte del sindaco demarca la differenza tra chi mette pubblicamente a disposizione una sua creazione e chi invece banna da Facebook certi utenti, privando loro della possibilità di esprimere la propria opinione, come accade sulla pagina istituzionale del Comune. Mi viene da sorridere se Del Ghingaro sapesse che il Festival Shelley proposto dal Comune in realtà a Viareggio esisteva già, ideato da me e mia moglie. L’importante, comunque, è che nel ripostare il fotomontaggio lui si sia divertito...».
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