Gioco
Carnevale di Viareggio, padre e figlia costruiscono il carro sulla parità di genere tra uomo e donna
Fabrizio Galli affiancato da Valentina hanno realizzato “Homogeneity”. La scenografia è completata da un’architettura futuristica fatta di satelliti e droni e dai simboli di Marte e di Venere che si sovrappongono
VIAREGGIO. Ideare un carro di Carnevale sulla parità di genere può essere un gioco da ragazzi, realizzarlo materialmente è invece un’impresa più ardua, giacché non tutti hanno una predisposizione per modellare la creta o ingegnarsi con i movimenti. Meglio ancora, tuttavia, sarebbe se a costruirlo a quattro mani fossero un uomo e una donna, per rafforzarne ulteriormente il messaggio. Ebbene, proprio questo hanno fatto in prima categoria Fabrizio e Valentina Galli con “Homogeneity”, il primo progetto in cui il carrista viene ufficialmente affiancato dalla figlia. Un passaggio doveroso, proprio per rendere coerente fino in fondo questa costruzione.
IL TEMA
Entriamo nell’hangar e andiamo a colpo sicuro da Fabrizio Galli, ma lui ci spiazza: «Devi parlare con la Valentina, non con me». Ma come? «Il progetto è di quest’anno è merito suo: io mi occupo della parte di carpenteria e dei movimenti assieme a mio figlio Marco e agli altri collaboratori. Credo che la presenza di Valentina sia un passaggio importante, se non addirittura il vero significato del carro: è giusto considerarla figlia alla pari, darle l’opportunità di progettare, modellare, dipingere. I suoi valori trovano riscontro nella realtà, io non metto a rischio mia figlia: se ha fatto questo passo è perché la reputo all’altezza». Non ce lo facciamo ripetere due volte e andiamo “dalla” Galli anziché “dal” Galli: «L’anno scorso, dopo che il carro per il 2021 era finito, papà mi disse che era arrivato il momento che ci pensassi io al bozzetto». Spaventata? Macché: «Gli dissi “Sì, subito”, ero felicissima. Il bozzetto è la parte più importante, nasce tutto da lì e sentivo di aver raggiunto l’età e la maturità per un passaggio del genere». Da lì il punto d’incontro sulla parità di genere «intesa come uguaglianza e non solo come lotta, ci vuole la convinzione anche da parte dell’uomo che deve fare la sua parte affinché sia un rapporto davvero paritario: purtroppo non è ancora così, penso ad esempio all’Afghanistan dove le donne sono tornate a indossare il burqa e non possono giocare a calcio».
IL CARRO
Qui facciamo la staffetta tra padre e figlia. Partiamo dal primo: «Le figure principali sono un uomo e una donna che si spostano in senso orizzontale su un grande binario, compiendo diversi movimenti – spiega Galli – poi arriveremo a una situazione di equilibrio in cui le due figure si toccheranno le mani e raggiungeranno la parità di genere». Alle loro spalle si staglia uno stargate: al suo interno cela un ledwall di quattro metri che proietterà dei video legati alla colonna sonora del carro e che mostrerà agli spettatori l’evoluzione del rapporto uomo-donna ieri, oggi e domani. «Il traliccio centrale che tiene lo stargate si alza fino a raggiungere i venti metri d’altezza, sarà un carro dalle dimensioni kolossal oltre che arioso e aperto», aggiunge lui.
La scenografia è completata da un’architettura futuristica fatta di satelliti e droni e dai simboli di Marte e di Venere che si sovrappongono: i colori sono prevalentemente fluo («E qui viene fuori la sensibilità di mia figlia») e richiamano l’idea del cosmo. «Tutto nasce da una grande nebulosa, da un big bang in cui tutto si può trasformare e canalizzare in qualcosa di positivo – racconta ancora Valentina Galli – i costumi delle maschere sono delle tuniche con delle rifiniture blu o rosa che riprendono i colori del carro, e questo dualismo è presente anche nelle coreografie che racconteranno questo percorso verso la parità di genere. La colonna sonora? Sarà ovviamente correlata al significato del carro, ma non voglio aggiungere altro per mantenere un po’di suspense». Richiudiamo il taccuino e non facciamo altre domande: del resto, chi siamo noi per guastare la sorpresa a un carrista?
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