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Versilia

Viareggio, l’Autorità portuale rimane commissariata: le cause, gli effetti e le ipotesi

Giovanna Mezzana
Viareggio, l’Autorità portuale rimane commissariata: le cause, gli effetti e le ipotesi

Non c’è traccia di accordo tra Del Ghingaro e Giani, gli spazi per grandi cantieri restano nel libro dei sogni ma nasce un’ipotesi

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VIAREGGIO. A distanza di più di sette mesi dall’inizio del mandato commissariale di Antonio De Crescenzo – che da giugno svolge funzioni di segretario generale dell’Autorità portuale regionale che ha competenze anche sul porto di Viareggio – non c’è traccia di chi possa prendere il suo posto: non da commissario ma da “titolare”. Il motivo non si può dire in altro modo che così: il sindaco Giorgio Del Ghingaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani non si sono ancora accordati.

L’effetto

E così si naviga a vista, da nord a sud della costa toscana – da Viareggio a Monte Argentario – passando per due isole dell’Arcipelago, Elba e Giglio. Pur altamente competente che sia – e De Crescenzo è universalmente riconosciuto come tale – un commissario può del resto fare poco più della cosiddetta “normale amministrazione”: basti pensare che il suo mandato viene rinnovato da un mese all’altro. Con un orizzonte temporale che corre su 30 giorni, è impensabile alzare il velo, per esempio, sul tanto atteso battesimo della variante al Piano regolatore portuale che dovrebbe virare lo sviluppo del porto viareggino verso un riposizionamento dell’infrastruttura sulle grandi imbarcazioni, segmento che rappresenta la punta di diamante del distretto nautico locale oltreché il futuro di esso. Gli operatori del composito universo della nautica viareggina restano in attesa: ufficialmente, sulla carta, non hanno nemmeno mai visto quel progetto di rivisitazione del porto (la variante).

Al centro

L’Autorità portuale regionale ha competenze sul porto di Viareggio, su quello di Porto Santo Stefano di Monte Argentario, di Marina di Campo dell’Elba e di Isola del Giglio. La Legge regionale 23 del 28 maggio 2012 – ovvero l’atto che ha istituito l’Authority – stabilisce che «il segretario generale dell’Autorità è nominato dal presidente della giunta regionale (leggi Giani) d’intesa con il sindaco del comune di Viareggio (leggi Del Ghingaro), sentiti gli altri comuni interessati». A Viareggio Firenze ha affidato insomma un ruolo di primo piano nella scelta, anche se la nomina resta di competenza del presidente della Regione. Giani e Del Ghingaro si sono “sentiti”. Del Ghingaro ha fatto a suo tempo quello che per lui era il nome giusto – Fabrizio Miracolo, avvocato, suo sostenitore con la lista Viareggio Democratica – e la proposta non ha incontrato il favore del presidente della Regione che a guidare quell’Authority vede bene una figura tecnica. Sono passate le settimane e tutto è rimasto lì, congelato.

il quadro

Tant’è che è da novembre che i sindaci del sud della Toscana scalpitano: Franco Borghini per Monte Argentario e Sergio Ortelli per Isola del Giglio più di due mesi fa hanno sollecitato Giani sulla «necessità che sia rapidamente nominato il nuovo responsabile dell’Autorità portuale regionale per rendere pienamente funzionante un ente tanto importante e vitale per la gestione e lo sviluppo dei porti». Ma c’è dell’altro.

Posizione minoritaria

I sindaci diretti interessati alla nomina (almeno la maggioranza) sono convinti della bontà – anzi, della necessità – di una nomina tecnica: condividono insomma la linea guida di Giani, cioè quella di un segretario dell’Autorità portuale regionale che sia un tecnico, altamente competente e al di sopra delle parti. In questo senso, la “posizione Viareggio”, sarebbe minoritaria. E anche per questo – a un certo punto – Giani potrebbe dover, voler chiudere la partita. Dal canto suo, Del Ghingaro potrebbe sempre mettersi di traverso. Insomma è un collo di bottiglia.

L’ipotesi

Certo è che Giani vuole un tecnico della Regione a ricoprire quel ruolo. Il commissario De Crescenzo, ingegnere, all’atto della nomina era dirigente responsabile del settore viabilità regionale (ambiti Firenze-Prato e Pistoia della Direzione mobilità). Dall’inizio del suo mandato all’Authority – che per ora, salvo rinnovo, scade oggi – Giani ha chiesto ai sindaci giudizi sul suo operato ricevendo – si viene a sapere – grandi apprezzamenti per la scelta di De Crescenzo. Va da sé che le preferenze di Giani potrebbero ricadere – di nuovo – su De Crescenzo: questa volta, però, come “titolare” e non come facente funzioni. C’è chi la vede come un’ipotesi realistica. Rimane da sapere cosa ne pensi Del Ghingaro. E se fosse De Crescenzo l’uomo della pace lungo la rotta Viareggio-Firenze? Il tempo passa e gli operatori del mondo della nautica aspettano.

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di Redazione web